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TheLastDragon & Dreamer
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[QUOTE]Capitolo 6
L’ ATTACCO
Nello stesso momento, da qualche altra parte, Kokutaro dava ordini ai quattro fratelli. -mmmh, così Kari è stata eliminata e tre nuovi ‘’eroi’’, vorrebbero sfidarmi. Ho impiegato 15 anni a creare questo varco, e se tutto va bene, tra qualche anno ne sarò fuori. Purtroppo solo non posso fare molto…VUG, MUG, TUG, SUG, MI SENTITE?- i quattro fratelli si misero subito sull’ attenti e risposero con un briciolo di paura… -bene. Ho degli ordini: per prima cosa, quel lavoro che state sbrigando, lo voglio completo al più presto. Siete riusciti a portare Kari, ora voglio tutti fuori da quel maledetto posto! Per quanto riguarda quei mocciosi, ELIMINATELI!-, i quattro rabbrividirono di fronte a quelle parole, ma dimostrarono subito di aver colto al volo gli ordini e cominciarono a darsi da fare. –Posso ritenermi fortunato. Ho trovato dei servi abbastanza abili, speriamo solo che non combinino danni. Ah la libertà. Già pregusto questo dolce momento. AHAHAHAHAHAHA! TREMA MONDO! KOKUTARO STA’ TORNANDO. HA HA HA HA!-.
Erano passati dieci minuti da quando avevo lasciato l’ ospedale. La stazione era vicina e avrei preso l’ autobus delle dieci e quarantacinque se non partiva in anticipo… Fortunatamente alle dieci e quaranta, l’ autobus era lì, vuoto. Salì e aspettai cinque o dieci minuti. L’ autista era nuovo, non l’ avevo mai visto prima. Partimmo e stranamente non salì nessuno. L’ autobus era vuoto. C’ero solo io. Faceva anche paura la vista dell’ autobus senza nessun passeggero, ma io avevo altro a cui pensare. Il viaggio continuò senza intoppi, ma stranamente, al bivio, l’ autista girò a destra, prendendo l’ altra strada, più corta come tragitto, ma più isolata e lunga come tempo. La cosa non mi colpì più di tanto: era già successo altre volte e non mi preoccupai di niente. Superata la discarica, mi accorsi che qualcosa non andava… stavamo rallentando. Si, l’ autobus si stava fermando. Cominciai a preoccuparmi. L’ autista mi guardava in maniera strana e sogghignava. A un certo punto spense l’ autobus. La strada era deserta. Non c’era nessuno in giro. Eravamo solo io e quello strano conducente che continuava a sogghignare. A un certo punto, il ghigno divenne una risatina che andò ad aumentare di volume. Mi preoccupai. Qualcosa dentro di me mi disse di prendere il telefono e di chiamare Erik o Yuki. Così feci. Li chiamai ma il telefono era muto! A un certo punto, l’ autista parlò: -ti sembro scemo? Pensi che ti avrei facilmente lasciato andare così dopo l’ umiliazione che mi hai inflitto?-, non capivo quello che diceva, di che umiliazione parlava? Che cosa avevo fatto a questa persona mai vista? A un certo punto un lampo mi colpì il cervello! Il telefono era muto! L’ autista parlava di umiliazione! Le due cose erano collegate! NO, non riuscivo a crederci, quell’ autista era Vug! Spalancai la bocca e strabuzzai gli occhi. Vug abbasò la testa come per dire che avevo ragione! Ero fregato! Solo, nel bel mezzo del nulla, con un terribile avversario di fronte! Temporeggiai: -cosa vuoi?-, dissi freddo cercando di trattenere la paura, -semplicemente fare quello che hai fatto a me. Anzi, di peggio! Ho ordini di distruggere te e i tuoi amici!-, quelle parole risuonarono nella mia testa. Voleva uccidermi. Ero solo, senza possibilità di aiuti, solo! Bel modo di diventare eroe! Nonostante tutto, mi feci coraggio: presi la spada e guardai il mio avversario con uno sguardo da assassino. Attaccai. Lui non si era ancora trasformato, forse potevo fargli male. La lama penetrò nella pelle di Vug che cominciò a sanguinare, ma lui non mostrò nessun segno di dolore. Allora cominciò la trasformazione. In un istante, vidi quella gelatina verde davanti ai miei occhi, e il terrore prese il sopravvento. Non riuscivo a muovermi, a scappare, ero bloccato li. Quell’ autobus sarebbe stato la mia tomba! Vug ricominciò a ridere: -Paura, eh? Ha ha ha ha, questa non è niente non ti preoccupare. La vera paura, il vero terrore inizia ORA!-, a quella parola tre esseri gelatinosi apparvero vicino uno dopo l’ altro. Uno di colore giallo sorrise, un’ altro di colore rosso rimase serio e l’ ultimo di colore nero rise a squarciagola. I quattro fratelli erano lì! Li di fronte a me! Non c’era via di scampo! Possibilità di fuga, niente! Sentivo il cuore battere forte, il sangue pulsare nelle vene, sentivo il respiro della morte! La morte era lì, vicina a me pronta a colpire! Non riuscivo nemmeno a parlare, mi sentivo una statua. –ora lo vedi il terrore, moccioso? Lo vedi? LO VEDI? Si, lo vedi, piccolo essere inutile e fragile. E’ giunto il momento. MUORI!-, partirono tutti e quattro. Fu un attimo, solo un secondo. E poi buio.
Appena riaprì gli occhi, vidi Yuki e Erik davanti a me. Io ero a terra e loro in piedi. I quattro fratelli erano stati spazzati in quattro posti differenti, ma erano ancora vivi. –Che…che ci fate qua?-, chiesi sorpreso, -shh, a dopo. Qui c’è la spada, sono in superiorità ma li batteremo-, Erik mi porse lo spadone e mi alzai per lottare. I quattro fratelli sembravano sorpresi quanto me, ma non erano impauriti. Però il loro ghigno era sparito ed erano diventati seri: -questo non era previsto nel piano! Pfui, dobbiamo rinviare tutto. Fratelli, andiamo-, -VOI NON ANDATE DA NESSUNA PARTE!-, gridò Erik. Sug si girò: -non è ancora giunto il vostro momento. Ritenetevi fortunati- e sparì. Anche gli altri tre fecero lo stesso. Ero Ray. Non so come e perché, ma la morte era stata sconfitta. La mia vita continuava.
Capitolo 7
IL PIANO
-Fortunatamente siamo arrivati in tempo. Te la sei vista brutta, eh?-, disse Erik sorridendomi. Annui ancora spaventato. Tuttora ripenso a quel giorno. Dopo quarant’ anni, provo ancora lo stesso sentimento di terrore provato allora. Spesso nei miei peggiori incubi, rivedo quelle scene e mi sveglio impaurito! Ma torniamo alla storia. Erik mi spiegò tutto: -Quando provasti a chiamare, per un solo istante il mio telefono ha ricevuto la tua chiamata. Ho provato a chiamarti subito, ma era occupato. Per fortuna, ho ereditato da mia madre un piccolo potere paranormale: riesco a leggere nella mente le domande e i dubbi della gente quando mi stanno vicine e riesco a localizzare una persona se si trova ad una certa distanza-, ecco spiegato tutto! Le domande che mi posi quando ci incontrammo lui le aveva lette dentro il mio cervello e aveva risposto subito. Non ho mai capito comunque perché me l’ ha tenuto nascosto e non ha usato quasi mai il suo potere. –Appena localizzai la tua posizione, sentì solo la tua presenza. Fermo, senza nessuno intorno, in una zona poco ospitale, capi subito che qualcosa non andava! Allora io e Yuki siamo partiti dall’ ospedale e usando una magia speciale abbiamo raddoppiato la nostra velocità e cominciammo a correre. Siamo arrivati quasi subito e abbiamo visto l’ autobus vuoto. Per fortuna la porta era aperta e ci siamo precipitati contro i fratelli-. Lo guardai negli occhi e dissi: -ora siamo pari. Io ho aiutato te e tu hai salvato me-. Sorrise. Decidemmo di tornare a Catania. Telefonai a casa e dissi che restavo da un amico. Avvisai, anche, che non sapevo l’ ora del ritorno. Mia madre fu d’ accordo e mio padre non fece storie. Tornammo a Catania e andammo in un piccolo edificio abbandonato. Io mi ero ripreso ma spesso mi giravo con la paura di vedere quattro mostri pronti ad attaccarmi. –Qui dovremmo essere al sicuro. Allora, vi ho portato qui perché devo parlarvi. Fede, tu non ne sai niente, è un’ idea che mi è venuta ora, dopo l’ incidente di Ray. Prima di tutto, voglio anticipare la partenza a subito. Prima, però, dobbiamo portare tutti i nostri parenti e le persone a cui teniamo di più in un altro pianeta. E’ strano ma dobbiamo farlo, e subito! Dato che non sono riusciti a sconfiggerci, potranno usare un sistema più vigliacco, rapendo le persone a cui vogliamo bene. Ho già pensato al pianeta, solo che c’è un problema: il pianeta migliore è il pianeta di Larvada.-. Conoscevo quel pianeta. E’ un pianetino abitato da un gigantesco essere chiamato Larvada. Non ci sono foto di questo mostro, ma si sono viste le sue tane: buche con un diametro immenso! Erik continuò: -per usare quel pianeta dobbiamo eliminare il mostro. Le sonde hanno registrato una forza notevole del mostro, ma non credo sia un problema insuperabile. Insieme possiamo farcela! Ci state? Una navicella ci porterà subito sul posto. E’ quella usata da mio padre quindici anni fa per recuperare un’ arma per combattere Kokutaro. Allora, che facciamo?-. Yuki si mostrò entusiasta e acconsentì, anche perché non lascerebbe mai Erik da solo. Io ebbi un po’ di esitazione pensando al terrore provato sull’ autobus. Ci pensai. Accettai di partire. Furono due le cose che mi fecero decidere di partire: l’ amore verso chi mi vuole bene e il fatto che non potevo abbandonare due nuovi amici nel momento del bisogno. E in più capì che non poteva succedere di nuovo la tragedia di poco tempo fa: non ero più solo! –Bene, dato che siamo d’ accordo, chiamiamo amici e parenti e avvisiamoli che stiamo arrivando!-. In poco più di un’ ora e mezza, chiamammo tutti i nostri parenti, ognuno col proprio telefono, dicendo che avremmo spiegato tutto quando saremmo andati a prenderli. Partimmo alle tre di pomeriggio. In due ore tutti erano sulla nave. Parenti e amici di tutte le età e di paesi diversi erano dentro quella nave. Tutti lontani da un pericolo sicuro. Erik cominciò a spiegare tutto e, di fronte agli occhi impauriti e increduli, si presentò il pianetino di Larvada. –Bene. Ora che siamo qui, scenderemo solo io, Ray e Yuki. Mi raccomando, non uscite per nessuna ragione. E’ pericoloso!-. Buffo. Noi, ragazzini di quattordici, quindici anni davamo degli ordini ai più grandi! Strane cose accadono nella fantasia! Tornando a noi, scendemmo sul suolo del pianeta e sembrava tutto tranquillo. Nessuna traccia del mostro o di tane scavate nel pianeta. Sembrava disabitato! Erik poggiò l’ orecchio a terra e non sentì niente. –E’ una sua tattica. Fa finta che non c’è e attende che abbassiamo la guardia. Poi ci divorerà in un attimo! Ora so io quello che si deve fare…-, lo vidi chiudere gli occhi e concentrarsi. Stava usando il suo potere. –Lo sento. E’ qui sotto!- allora sfoderò la spada e la piantò con una estrema violenza sul terreno. Un mare di sangue cominciò a uscire. La terra tremò. Un grido terrorizzante di dolore uscì dal sottosuolo accompagnato da un immenso serpente. Larvada era arrivato!
Capitolo 8
LO SCONTRO
Era più grande di quello che immaginavo! Era un serpente di colore rosa scuro. Era lunghissimo e molto robusto. Con una sola codata poteva distruggere un’ intera flotta navale! Erik non sembrò agitato, anzi. Mi fece segno di uscire la spada e abbassò la testa. La rialzò subito guardando verso il nemico con un’ aria che mi mise paura! Attaccò molto velocemente e con una potenza magnifica! Vederlo combattere era una cosa stupenda per gli occhi. La spada penetrò in profondità, ma il mostro era ancora vivo. La battaglia fu, comunque, molto più semplice del previsto. Una volta visto, il mostro, mi sembrava più forte di Kari, invece riuscimmo a sconfiggere il verme con molta facilità. Yuki mi mostrò un’ altra magia. Grazie ad una seconda formula magica, più complessa di quella dell’ acqua, fece piombare giù dal cielo un fulmine che colpì Larvada. Dopo qualche altro colpo, il vermone cadde a terra, sfinito.
Larvada cominciò a scomparire piano piano, fino a che non restò più nulla di quel bestione!
-Perfetto! Ora il pianeta è libero! Facciamo sbarcare tutti, aiutiamoli a sistemarsi e torniamo sulla terra per cercare i frammenti-. Passarono all’ incirca altre tre ore per fare tutto. Alle otto partimmo dal pianeta per tornare sulla terra…
Nel frattempo, Kokutaro era preoccupato…
-Quei tre sono riusciti a salvarsi e a salvare i loro cari! Pfui, amore! Un sentimento odioso! Mmmmmh se ho ben compreso, la mocciosa è la figlia della maga! HA HA HA, mi ricordo benissimo di lei! Avrà un trattamento speciale appena uscirò di qui!. Per quanto riguarda Erik, avrà un trattamento ancora migliore! Lo stesso che riserverò a suo padre! HA HA HA HA HA! Purtroppo ne mancano due all’ appello. I lottatori più forti del mondo…un uomo e una donna… gli unici che sapevano dialogare con gli Esper… VUG, MUG, SUG, TUG!-, i quattro ignobili scagnozzi si misero nuovamente sull’ attenti: -Voglio sapere dove si sono cacciati gli altri due che mi sconfissero quindici anni fa.-, Vug, impaurito, rispose: -se...se…se vostra maestà gradisce, le dirò che ho già fatto questa ricerca…- e chiuse gli occhi come in attesa di una punizione. Non accaddè nulla. Continuò: -Dopo il suo esilio, si sono sposati! Hanno messo al mondo due bambini, un maschio e una femmina: Raki e Marin. Ora vivono in una città. Non indovinerà mai! E’ la stessa città di Ray. Qui c’è l’ indirizzo-, e mostrò una cartina dove vi era un segno in una casa isolata. –Bravissimo! Ottimo lavoro! Se i suoi figli hanno avuto questa eredità dai genitori, devo eliminarli! I guerrieri si incontrano sempre quando ci sono guai! A proposito, come và quel lavoro?-, i fratelli sorrisero: -A meraviglia! Siamo riusciti a salvare tutti i più forti esseri che tentarono di distruggere la terra anni e anni fa. Ora stanno riposando. Prima di domani non si alzeranno.-, -MAGNIFICO HA HA HA! Ora vi dirò sette nomi. Questi sette, saranno i generali del mio immenso esercito: Ghizamaluk, Yakra, Onikage, Arka, Adele, Dhaos e Kuja. Saranno i generali dell’ apocalisse! Ognuno di essi dovrà andare in giro per il pianeta a trovare i cristalli! Mi raccomando, però! Non interrompete il lavoro ora. CONTINUATE A LIBERARE TUTTI GLI ANTICHI GUERRIERI HA HA HA!!!-, quella risata tolse la felicità dal viso dei fratelli che fecero segno di aver capito. –Se tutto procede così, la mia rinascita non sarà un’ utopia. Ha ha ha ha Ha Ha Ha Ha HA HA HA HA!!! E ora, miei cari! SI DIA INIZIO ALLE DANZE!-.
capitolo 9
LA VENDETTA DI KOKUTARO
Tutto quello che vi racconterò ora, mi è stato detto da chi ha veramente vissuto quei drammatici momenti. Come orario, ci troviamo più o meno, durante il combattimento con Larvada, il luogo, invece, era molto più distante. In quella famosa casa lontana e isolata, vivevano quattro persone in una allegra famiglia. Era sceso il pomeriggio e tutti stavano guardando un film interessante. Si, da quello che mi hanno raccontato era una bella famiglia. Conoscevo Raki. Giocavo spesso con lui e i suoi compagni, ma non abbiamo una vera amicizia. Solo conoscenza. Sua sorella l’ ho vista solo un paio di volte. Una ragazza carina. In quanto a carattere, lui è scherzoso, lei non lo so. Da quando abbiamo cominciato il viaggio, non ha mai mostrato la sua parte di carattere prima dell’ incidente. Comunque, continuiamo. Mi raccontò che a un tratto, una voce risuonò nella stanza. Erano parole terribili, dette da una voce fredda, ma calma e sicura: -Bene, bene. I miei cari nemici si sono fatti una bella vita, vero?-, a quelle parole, i genitori dei ragazzi saltarono letteralmente in piedi. Il padre cominciò: -No…Non è possibile! Non puoi essere tu!!!-, quella voce proseguì: -ha ha ha, bello vero? Vi è piaciuta la sorpresa, miei cari? Vi trovo bene! HA HA HA HA-. Quella risata faceva davvero paura! Anch’ io la sentì tempo dopo e devo ammettere che avrei preferito sentire altro. –Quindici anni! QUINDICI ANNI CHIUSO QUI’ DENTRO A SOFFRIRE, SOLO, SENZA NESSUNO E SENZA POSSIBILITA’ DI COMUNICARE COL MONDO ESTERNO! E’ stato proprio questo a liberarmi, la rabbia! IO IL PRINCIPE DELL’ OSCURITA’ RINCHIUSO COME UN TOPO! No, non lo posso permettere! E difatti, eccomi qui! Ha ha ha ha, ho aperto un varco tra le due dimensioni e presto, grazie al sigillo, uscirò da qui dentro! Sfortunatamente, voi e i vostri figli non sarete qui a vedere questo momento! Ho altri progetti per voi! La vostra casa, il rifugio della vostra vita diventerà la vostra tomba! HO DEVIATO UNA METEORITE VERSO DI VOI! NON AVRETE NEMMENO IL TEMPO DI FUGGIRE! MORIRETE COME HO VISSUTO IO!COME TOPI IN GABBIA!!!! HA HA HA HA HA HA HA-. Queste furono le ultime parole. Subito, i genitori dei ragazzi uscirono e videro una gigantesca roccia cadere verso di loro. Il panico prese il sopravvento. Ma erano dei guerrieri. Così Marin me li descrisse e così vuole che vengano ricordati: Non fuggirono. Corsero dai figli e cercarono di salvarli. Lei e suo fratello vennero cacciati fuori di casa. A pochi metri, Raki si fermò: -Marin. Fuggi. Scappa! Vattene! Non voltarti indietro, ma guarda avanti, perché è così che si superano le difficoltà!-. Lei non capiva. Ma appena vide il fratello piangere per lei, capì. Si aggrappò al suo corpo. Lo spinse verso di lei, lontano dalla casa dove i loro genitori, dal tetto, invocavano gli esper per cercare di mostrare che non si sarebbero arresi. Niente. Raki la colpì talmente forte che la fece cadere a terra, svenuta. Prima di chiudere gli occhi, senti una voce piangente sussurrare: -perdonami…-. Si svegliò col sole il giorno dopo. Io e i miei amici, eravamo nell’ orbita della terra, pronti a cominciare il nostro viaggio. Mi raccontò che non vide più nulla. Al posto della sua casa c’ era una enorme buca e vi erano rottami tutto intorno. Si diedi due schiaffi. Niente, era ancora tutto lì. Allora pianse. Pianse e pianse talmente tanto che disse che non aveva più lacrime. A un certo punto si alzò. Vide una foto per terra tutta appallottolata. La raccolse. Appena la aprì, mi disse che avrebbe voluto morire. Senti una stretta mortale al cuore. La foto ritraeva la sua famiglia. Riconobbe se stessa e suo fratello. Lei era ancora piccola ed era in braccio a sua madre. Sorridevano. Mi disse che piangeva e rideva. Era triste e felice. Rideva, piangendo e pensando a quei giorni. Poi notò una cosa: un pezzo di carta era caduto a terra. Lo aprì. Al suo interno trovò un cristallo molto piccolo, ma molto luminoso. Lesse il foglio: -Marin. Siamo noi, la tua famiglia. Probabilmente non ci saremo più quando leggerai la lettera. Nemmeno gli esper hanno potuto aiutarci. Ma non odiarli! Ci hanno aiutato da sempre. Volevamo dirti solo una cosa: ti vogliamo bene. Ci dispiace di non poterti vedere quando ti sposerai. Ci dispiace di non poter diventare nonni e zii. Ci dispiace non poterti pagare il matrimonio. Ci dispiace non poterti vedere mai più. Ma non ci pensare. Continua a vivere! La tua vita continua, soprattutto ora che Kokutaro è vicino al ritorno. Tu sola hai il potere di combatterlo. Tu sola puoi salvare il mondo! Cerca il custode del sigillo. Consegnagli questo frammento. Quando lo incontrerai, ti spiegherà tutto. Adesso vai, vai piccola stella, continua a brillare!-. Quella lettera fu il colpo di grazia. Si avvicinò al buco e si lasciò cadere. Sentiva la brezza spingerle via le lacrime. Si sentiva felice di cadere. Presto avrebbe incontrato i suoi genitori. La incontrammo quello stesso pomeriggio. Era addormentata e aveva un sorriso molto dolce. Vidimo un grande uccello sopra di lei. Dopo il suo racconto capimmo che era stato proprio lui a salvarla durante la caduta. Restammo con lei. Aveva un frammento ed eravamo tutti curiosi di conoscere quella strana creatura, che dormiva beata, nonostante la tragedia che aveva appena colpito quella famiglia molto unita.
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Dragon89
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