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Vecchio 31-10-2004, 12:13:23   #1
Paladino del Nord
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La Grande Riforma

Poche settimane fa, la Camera ha dato il via libera alla legge di Riforma Costituzionale dello Stato, avviata dall’ex ministro Umberto Bossi e portata avanti tra mille ostacoli dal nuovo ministro delle riforme istituzionali Roberto Calderoli.

La Riforma Costituzionale della Cdl dovrà ora superare l’esame della seconda tornata di votazioni: un passaggio al Senato e uno alla Camera. Poi, probabilmente, affronterà anche il referendum popolare confermativo.

Vediamo ora gli aspetti principali della Riforma che ridisegnerà l’assetto dello Stato: fine del bicameralismo perfetto, premierato più forte, devoluzione, principio di sussidiarietà e, tra poco, anche federalismo fiscale.



PARLAMENTO – E’ composto dalla Camera dei Deputati e dal Senato Federale. Si riduce però il numero dei parlamentari di circa il 23%. I deputati scendono da 630 a 500, i senatori da 315 a 252. Ai 500 deputati dovranno essere poi aggiunti i 18 parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere.

I DEPUTATI A VITA – Prendono il posto dei senatori a vita e scendono da 5 a 3.

GIOVANI – Si abbassa il limite di età per entrare nei palazzi della politica; basterà aver compiuto 21 anni (ora ne servono 25) per essere eletti alla Camera, e 25 anni (ora ne servono 40) per essere eletti al Senato Federale.

SENATO FEDERALE – I senatori saranno eletti in ciascuna regione contestualmente ai rispettivi consigli. Ogni regione dovrà eleggere almeno sei senatori (escluse Molise e Valle d’Aosta, da cui verranno eletti rispettivamente due e uno senatori). Ai lavori del Senato parteciperanno 42 rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali (2 per Regione, 4 per il Trentino Alto Adige), che però non avranno diritto di voto.

LEGISLATURA – La Camera, organo politico dello Stato, è eletta per 5 anni. I senatori eletti in ciascuna regione o provincia autonoma restano in carica fino alla data della proclamazione dei nuovi senatori della medesima regione o provincia autonoma.

ELEZIONE DEI PRESIDENTI DELLE ASSEMBLEE – Non sono più demandate ai regolamenti parlamentari ma entrano direttamente in Costituzione le regole per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Servirà un’ampia maggioranza, i due terzi dei componenti dell’Assemblea (ossia 347 voti alla Camera e 168 al Senato), nei primi tre scrutini, poi il quorum si abbassa: dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti (261 alla Camera e 128 al Senato).

COMMISSIONI DI GARANZIA – Esponenti dei gruppi di opposizione presiederanno le commissioni o i comitati con compiti di ispezione, di controllo e di garanzia.

CAMBIA L’ITER DELLE LEGGI – Addio al bicameralismo perfetto.

La Camera esamina le leggi su materie riservate allo Stato (ad esempio politica estera; promozione internazionale del sistema produttivo e economico; immigrazione; difesa; giurisdizione e norme processuali; politica monetaria e del credito; sicurezza e ordine pubblico; norme generali sull’istruzione; tutela dell’ambiente; eccetera). Il Senato ha 30 giorni (15 se si tratta di decreti) per proporre modifiche ad un testo approvato dalla Camera, ma su queste modifiche è poi la Camera che decide in via definitiva.

Il Senato esamina leggi che riguardano materie riservate sia allo Stato sia alle Regioni (le cosiddette materie concorrenti, quali, ad esempio, i rapporti dell’Ue con le Regioni, il commercio con l’estero, ordinamento sportivo regionale, protezione civile, remittenza regionale, ecc.). La Camera può proporre modifiche, ma sarà poi il Senato ad avere la parola definitiva.

PER ALCUNE MATERIE UN CAMMINO AD HOC – Alcune questioni quali la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale o la legislazione elettorale locale, ecc., Senato e Camera legiferano alla pari. Ma se non trovano l’accordo su un testo, entra in campo una terza Assemblea “derivata” i cui 60 componenti sono indicati dai presidenti delle due camere: questa camera di compensazione avrà il compito di scrivere un testo unificato da sottoporre al voto di Camera e Senato Federale.

CLAUSOLA DI ESSENZIALITA’ – Se il governo ritiene che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all’esame del Senato, siano essenziali per l’attuazione del suo programma approvato dalla Camera, il presidente della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, può autorizzare il Primo ministro a esporne le motivazioni al Senato Federale che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge è trasmesso alla Camera dei deputati che decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche proposte. I disegni di legge del governo avranno comunque una via preferenziale nel calendario dei lavori delle Camere. Se l’esecutivo lo richiede, verranno iscritti all'ordine del giorno e votati entro tempi certi.

LA DEVOLUZIONE – Alle Regioni è affidata la legislazione “esclusiva” per quanto riguarda l’assistenza e l’organizzazione sanitaria; l’organizzazione scolastica; la gestione degli istituti scolastici e di formazione; la definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione (cultura locale ad esempio); polizia amministrativa regionale e locale; ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

INTERESSE NAZIONALE – Il governo può bloccare una legge regionale se ritiene che pregiudichi l’interesse nazionale: invita la regione a cancellarla ma se la risposta è negativa, sottopone la questione al Parlamento in seduta comune che ha 15 giorni di tempo per poterla annullare.

CAPITALE – Roma è la capitale della repubblica e dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalità stabiliti nello Statuto della regione Lazio.

REFERENDUM CONFERMATIVO – Il referendum sulle leggi costituzionali sarà sempre possibile anche quando i testi vengono approvati da entrambe le Camere con un’ampia maggioranza (i due terzi dei componenti) nella seconda votazione.

ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO – Il Presidente della Repubblica è eletto dall’Assemblea della Repubblica composta da deputati, senatori, presidenti delle regioni e da due delegati per ciascun consiglio regionale. Per i primi tre scrutini serve la maggioranza dei due terzi dei componenti. Nel quarto e quinto scrutinio il quorum si abbassa a tre quinti dei componenti. Dalla quinta votazione in poi è sufficiente la maggioranza assoluta.

UN PRESIDENTE GIOVANE – Al Quirinale si potrà entrare a partire dai 40 anni (oggi si deve aver compiuto i 50). Resta in carica per 7 anni.

I POTERI DEL QUIRINALE – Il Presidente della Repubblica rappresenta la nazione, è garante della Costituzione e dell’unità federale della repubblica. Può inviare messaggi alle Camere, indice elezioni e referendum, promulga le leggi, nomina i funzionari dello Stato, i presidenti delle Authority e del Cnel, comanda le Forze Armate, presiede il Csm e ne nomina il vice-presidente, può concedere la grazia, scioglie la Camera ma solo su richiesta del premier (o in caso di morte o dimissioni dello stesso premier) o in caso di sfiducia.

IL PRIMO MINISTRO - Non c’è più il “Presidente del Consiglio”, ma il “Primo ministro”. Nomina e revoca i ministri (adesso spetta al Capo dello Stato, su proposta del premier), determina (e non più “dirige”) la politica generale del governo. Il Primo ministro non dovrà più ottenere la fiducia dalla Camera (ma dovrà soltanto illustrare il suo programma sul quale la Camera dei deputati esprimerà un voto) dal momento che la sua legittimazione avviene al momento dell’elezione, che di fatto è un’elezione diretta. I candidati a Primo Ministro si collegano con i candidati alla Camera (oppure con una o più liste di candidati a deputati). Sulla base del risultato elettorale, il Capo dello Stato nomina premier il candidato della coalizione vincente. Questa è una norma che consente l’adattamento sia al sistema maggioritario sia a quello proporzionale. Inoltre potrà porre la questione di fiducia e chiedere che la Camera si esprima “con priorità su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del governo”: in caso di bocciatura deve dimettersi.

NORMA ANTI-RIBALTONE E SFIDUCIA COSTRUTTIVA – In qualsiasi momento la Camera potrà obbligare il Primo ministro alle dimissioni, con l’approvazione di una mozione di sfiducia firmata almeno da un quinto dei componenti (ora è un decimo). Nel caso di approvazione, il Primo ministro si dimette e il presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera. Il Primo ministro si dimette anche se la mozione di sfiducia è stata respinta con il voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni. Garante di questa maggioranza sarà il presidente della Repubblica, che richiederà le dimissioni del Primo ministro anche nel caso in cui per il voto favorevole a una questione di fiducia posta dal Primo ministro sia stata determinante una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne. Entra in Costituzione anche la mozione di sfiducia costruttiva: i deputati appartenenti alla maggioranza uscita dalle urne, infatti, possono presentare una mozione di sfiducia con la designazione di un nuovo Primo ministro. In tal caso il premier in carica si dimette e il capo dello Stato nomina il Primo ministro designato nella mozione.

IL CSM – I giudici vengono eletti per i due terzi dai magistrati, per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato Federale.

LA CORTE COSTITUZIONALE – I giudici che la compongono sono sempre 15, ma salgono da 5 a 7 quelli di nomina parlamentare: 4 li nomina il Senato Federale e 3 la Camera. Il presidente della Repubblica ne nomina 4 (attualmente sono 5), 4 sono indicati dai magistrati. Per i tre anni consecutivi alla scadenza dell’incarico, i giudici non potranno far parte del Governo, del Parlamento, né ricoprire incarichi di nomina governativa.

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’ – La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, che esercitano le loro funzioni secondo i principi di leale collaborazione e sussidiarietà.

FEDERALISMO FISCALE – Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di riforma costituzionale sarà assicurata l’attuazione del federalismo fiscale. Sono fissati dei limiti per cui in nessun caso l’attribuzione dell’autonomia impositiva alle Regioni, alle Province, alle città metropolitane e ai Comuni può determinare un incremento della pressione fiscale complessiva. Inoltre viene inserito il concetto di sussidiarietà fiscale: il cittadino su alcune spese come a esempio quelle di mantenimento dei figli, invece di pagare le tasse per richiedere poi il rimborso a livello regionale, può detrarle direttamente dalla dichiarazione dei redditi.




Ciao,

Paladino

Ultima modifica di Paladino del Nord; 31-10-2004 alle 12:22:04
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Vecchio 31-10-2004, 12:42:19   #2
Hobbit83
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Al momento le cose peggiori di sta riforma sono (in ordine sparso):
*l'addio al bicameralismo: ogni stupido blitz dell'opposizione o di parte della maggioranza porterà a leggi assurde, senza tenere conto delle conseguenze.
*i termini da valutare in 15 giorni, altrimenti silenzio assenso: ridicolo. già adesso coi due mesi dei decreti spesso non si riesce ad esaminare le cose, 15 giorni sono ridicoli
*il primo ministro ha troppi poteri
*i presidenti di camera e senato a chi obbediscono? Al capo della coalizione che ha vinto. Ergo come sarà la "terza assemblea" convocata apposta per dirimere le questioni? obbediente al primo ministro.
*il presidente della repubblica vede diminuire i poteri
*il csm diviene un organo a controllo della maggioranza di governo: e la separazione dei poteri?

Per quanto mi riguarda, pollice verso a questa riforma, che è più un sovvertimento.

Fra
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3 sono i Re, il 3° era chiamato non ti scordar di me, perchè metteva foto giganti del suo viso: rimase incastrato nel suo proprio sorriso...

La politica nazionale e locale costa agli italiani 4 miliardi di Euro.
Il clero cattolico costa agli italiani 4 miliardi di euro
Facciamo una cosa sana: dimezziamo ENTRAMBI i costi!

Io non voglio pagare per far ricchi Mastella e Ruini
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Vecchio 31-10-2004, 12:50:00   #3
Paladino del Nord
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Hobbit83
l'addio al bicameralismo
Per come la vedo io è un bene. Basta bicameralismo perfetto!

Citazione:
il primo ministro ha troppi poteri
Il premier avrà i giusti poteri.

Citazione:
i presidenti di camera e senato a chi obbediscono? Al capo della coalizione che ha vinto. Ergo come sarà la "terza assemblea" convocata apposta per dirimere le questioni? obbediente al primo ministro.
La terza assemblea avrà i membri proporzionali ai numeri delle forze politiche in parlamento.

Citazione:
il presidente della repubblica vede diminuire i poteri
In realtà non ne ha mai veramente avuti.

Citazione:
il csm diviene un organo a controllo della maggioranza di governo: e la separazione dei poteri?
Per quanto concerne il Csm non cambia proprio un bel niente.

E' rimasto tutto intatto: 2/3 dai magistrati, 1/3 dal Parlamento. Prima il Parlamento li eleggeva in seduta comune, ora 1/6 per ogni camera.



Ciao!!
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Vecchio 31-10-2004, 12:50:05   #4
Mike258
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risultato della riforma?
i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri diventano sempre più poveri.
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Vecchio 31-10-2004, 12:50:52   #5
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miky258
risultato della riforma?
i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri diventano sempre più poveri.
Evita di sparare minchiate, please.
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Vecchio 31-10-2004, 12:53:34   #6
Mike258
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Paladino del Nord
Evita di sparare minchiate, please.
non ho sparato una minchiata (secondo me), ho semplicemente detto ciò che io penso. Se non sei d'accordo, non c'è bisogno di aggredirmi cosi.
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Vecchio 31-10-2004, 13:29:55   #7
Noble Vampire
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Ma con sta cosa dei 7 anni non andiamo un pò sulle lunghe?
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Vecchio 31-10-2004, 13:37:42   #8
Sherman
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cioe queste sono riforme da qualcuno che ha qualcosa in mente ma il berlusca non mi pare il tipo.
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Se ritenete giusto discriminare altri esseri umani,se ritenete giusto fare di tutta l'erba un fascio,se ritenete giusto giudicare culture altrui,se ritenete giusto strumentalizzare i credo,se ritenete giusto ricevere e non dare,se ritenete giusto raggiungere i vostri obbiettivi sulle spalle di chi per voi non è importante,se per voi è giusto dire di provare amore quando non corrisponde a verità,ecco,adesso siete sulla giusta strada per diventare tiranni o demoni.
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Vecchio 31-10-2004, 14:01:04   #9
Noble Vampire
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Per come la vedo io è un bene. Basta bicameralismo perfetto!


Il premier avrà i giusti poteri.


La terza assemblea avrà i membri proporzionali ai numeri delle forze politiche in parlamento.


In realtà non ne ha mai veramente avuti.


Per quanto concerne il Csm non cambia proprio un bel niente.

E' rimasto tutto intatto: 2/3 dai magistrati, 1/3 dal Parlamento. Prima il Parlamento li eleggeva in seduta comune, ora 1/6 per ogni camera.



Ciao!!
Che accozzaglia di risposte non argomentate O.O
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Vecchio 31-10-2004, 15:05:40   #10
Marcus85
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Un'ottima riforma, specialmente per quanto riguarda maggiori poteri al primo ministro, a vantaggio della capacità governante, la sfiducia costruttiva, come anche il venire meno del bicameralismo perfetto, che velocizzerà l'iter normativo. Restano punti da chiarire, come l'effettiva ampiezza della sfera giurisdizionale delle regioni, ma nel complesso la ritengo una solida riforma, dovrà certo passare una fase di rodaggio, ma le premesse sembrano positive.
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Vecchio 31-10-2004, 16:05:22   #11
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e tu impara ad esprimerti in maniera più gentile.
Evita altre uscite del genere. Ci sono modi e modi per dire ciò che si pensa.
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Vecchio 31-10-2004, 16:05:50   #12
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Ottima riforma, che guarda al futuro e cambia (in meglio lo Stato).


Ho visto diversi post contenere diverse cazzate, c'è un livello di ignoranza da non sottovalutare. Chi non conosce il sistema politico è meglio che si astenga dal fornire la propria opinione, per evitare figuracce.
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Vecchio 31-10-2004, 20:00:51   #13
Onitsuka_Tiger
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e a noi cosa ce ne viene in tasca da queste riforme??
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"Oh deliziosa delizia e incanto. Era piacere impiacentito e divenuto carne. Come piume di un raro metallo spumato, o come vino d'argento versato in nave spaziale. Addio forza di gravità. Mentre slusciavo, quali visioni incantevoli..."
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Vecchio 31-10-2004, 20:04:39   #14
Marcus85
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Onitsuka_Tiger
e a noi cosa ce ne viene in tasca da queste riforme??
Visto che si dà il caso che in Italia ci vivi dovrebbe interessarti, no?
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Vecchio 31-10-2004, 20:12:03   #15
Onitsuka_Tiger
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ma ho fatto una domanda.. a noi, con questa riforma, a noi italiani, cosa ce ne viene in tasca?
i vantaggi??
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