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La strada della consapevolezza è lunga. E' difficoltosa.
Conosco cento uomini che in cento anni vivranno un centesimo di quanto non gli sia stato concesso.
Non si tratta di pippe mentali.
Le pippe mentali vengono prima.
Me ne sono fatte molte. E sinceramente preferisco quelle vere, quelle mentali non portano a nessun traguardo utile.
E' dopo le pippe mentali che si ha paura.
La paura è un bel sentimento. Ci accoglie, e in primis ci fa paura, ma poi ci si abitua, e si vive per un certo periodo di tempo tentando di nn essere se stessi.
Adeguarsi.
Adattarsi al gruppo.Come farebbe uno qualsiasi degli animali.
Poi un giorno ci si sveglia.
Senti la televisione. Guardi verissimo, e i talk show. Guardi il Grande Fratello.
Scendi da casa e noti che tutti sono d'accordo nel vivere come gli viene proposto vivere.
Provi a parlarne.
Ti rispondono che sei matto.
Allora vai a casa. Passi un mese nella tua cameretta cercando di convincerti che il matto in realtà sei tu.
Hai paura a dire che in realtà i matti sono tutti loro.
La paura è un bel sentimento. Ci accoglie, e in primis ci fa paura, ma poi ci si abitua, e si vive per un certo periodo di tempo tentando di non essere se stessi.
Poi ti scoppia qualcosa dentro.
Rabbia. Indignazione.
Sei convinto d'essere ribelle.
Sei convinto d'essere diverso.
E cominci ad atteggiarti.
Poi capisci che in realtà hai ancora più paura.
Perciò cresci.
Acquisti la consapevolezza.
Sai che tu sai. Ma non ti importa più di dire agli altri che tu sai il sapere.
E sei spaventevolmente solo.
Solo.
Solo.
Solo.
All'inizio si sta male. All'inizio non si regge.
Ma poi la vita ti porta da se verso nuovi lidi.
Capisci che non sei solo.
O meglio, capisci che in realtà siamo tutti soli, ma i più non lo sanno.
Vivono nella loro mediocrità.
Viviamo noi nella nostra solitudine.
Ed è quì che entra in gioco l'amore.
Arriva da se. Cominci a vedere cose che prima non avresti mai veduto.
Allenti i ritmi. Sai evadere il sistema. Sai essere l'incognita, e non il termine noto.
Sai essere.
Vedi gli ucelli che volano e cominci a sognare. Vedi i bambini giocare e cominci a sognare.
Vedi te stesso e cominci a sognare.
E capisci che in realtà, di questo mondo pazzo, non te ne frega un *****.
Preferisci sapere che dormire.
Ed è quì che entra in gioco la vera felicità.
Voi la confondete col piacere. Io no.
Felicità non vuol dire piacere.
Felicità vuol dire Consapevolezza.
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Se io potessi vivere nuovamente la mia vita, nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non tenterei di essere tanto perfetto, mi rilasserei di più, sarei più stolto di quello che sono stato, in verità prenderei poche cose sul serio.
Correrei più rischi, viaggerei di più, scalerei più montagne, contemplerei più tramonti e attraverserei più fiumi, andrei in posti dove mai sono stato, avrei più problemi reali e meno problemi immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che vivono sensatamente, producendo ogni minuto della vita.
E' chiaro che ho avuto momenti di allegria.
Ma, se potessi tornare a vivere, cercherei di avere solamente dei momenti buoni.
Perché di questo è fatta la vita, solo da momenti da non perdere.
Io ero una di quelle persone che mai andava da qualche parte senza un termometro, una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute: se tornassi a vivere, viaggerei più leggero.
Se io potessi tornare a vivere, comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Girerei più volte nella mia strada, contemplerei più aurore e giocherei di più con i bambini.
Se avessi un'altra volta la vita davanti ......... ma, vedete, ho ottantacinque anni e non ho un'altra possibilità.
(Jorge Luis Borges)
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