Terremoto a Giava: Oltre 2000 le vittime
GIAKARTA - Un forte terremoto ha colpito la costa meridionale dell'isola indonesiana di Giava: almeno 2.276 persone hanno perso la vita e molte migliaia sono rimaste ferite. La zona devastata è quella intorno all'antica città reale di Yogyakarta. Il sisma, di magnitudo di 6,2 gradi, ha avuto luogo poco prima delle 6.00, l'una della scorsa notte in Italia. L'epicentro è stato localizzato in mare, ma non ha generato onde anomale. Non c'è rischio di tsunami. La scossa è stata seguita da un intenso sciame sismico, che continua tuttora. La situazione è molto grave e il numero delle vittime aumenta di continuo, secondo quanto riferisce il governo di Giakarta.
Testimoni hanno riferito che centinaia di case sono crollate, anche molti uffici ed edifici governativi sono stati rasi al suolo. Migliaia di persone si sono accampate nella piazza principale di Yogyakarta e altre migliaia hanno trovato rifugio all'interno delle decine di moschee, chiese e ospedali della regione. Fonti ospedaliere e del governo hanno detto che in molti potrebbero essere rimasti intrappolati sotto le macerie e il numero delle vittime potrebbe essere superiore a quello accertato, perché alcuni familiari stanno recuperando e seppellendo da soli i loro morti.
Il sottosegretario ai Trasporti, Hatta Rajasa, ha riferito che l'aeroporto di Yoyakarta è stato chiuso, perché la pista è stata danneggiata. Danni anche alle strade che portano alla costa. Alcune aree sono rimaste senza energia elettrica.
Yogyakarta, che si trova 25 chilometri a nord della costa bagnata dall'Oceano Indiano e 440 chilometri a est di Giakarta, non è distante dal Merapi, un vulcano la cui attività in queste settimane è stata motivo di grande allarme. Tuttavia i vulcanologi assicurano che il terremoto è stato di origine tettonica, sebbene la manifestazione tellurica potrebbe accrescere l'attività del Merapi: "Dopo il terremoto dal cratere del vulcano si è sollevato molto fumo" ha riferito uno dei vulcanologi del centro di ricerca.
L'Indonesia si estende sul cosiddetto "Anello di Fuoco", caratterizzato da intense attività vulcaniche e tettoniche. Yogyakarta è una città di grande attrazione turistica per i suoi palazzi reali e il vicino tempio di Borobudur, così come per le scuole di lingua indonesiana, che organizzano corsi intensivi per stranieri.
Il Ministero degli Esteri italiano si è attivato immediatamente con l'unità di crisi e con l'ambasciata a Giakarta e ha stabilito che non ci sono cittadini italiani tra le vittime. "Ho telefonato a tutti gli alberghi di yogyakarta - ha detto Flavio Tommasi del Consolato italiano nelal città indonesiana - stiamo facendo molta fatica a metterci in contatto con l'ambasciata e il ministero. Qui tutti sono ancora sotto shock, dopo la scossa violenta la gente ha cominciato a correre urlando, convinta che stesse arrivando lo tsunami".
(27 maggio 2006)
Fonte: Repubblica.it
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