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PaneBiancoTostatoLiscio
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Progetto assolutamente folle
Sono pazzo lo so...  Il capitolo che amo più di tutti i FF è il IX (e qui molti mi daranno contro ma non voglio aprire discussioni). lo amo talmente tanto da aver avuto una folle idea: ricominciarlo e scriverne passo passo tutta la storia. descrizione di filmati, situazioni e soprattutto, di tutti i dialoghi. In realtà potrebbe non fregarvene niente ma ho voluto postare lo stesso questa mia follia. L'ho appena reiniziato e ho fatto poco...non è ovviamente mia intenzione postare tutto il gioco...ma solo l'inizio...giusto per farvi rendere conto del mio stato mentale. Cmq ho anche una vita sociale (sappiate che questo lavoro lo faccio la notte  ). Vi amo.
Final Fantasy IX
Mare in tempesta, una barca sbattuta qua e là fra le onde. A bordo due figure avvolte da un mantello e un cappuccio. Sono due donne. La tempesta si fa sempre più violenta. La principessa Garnet si sveglia all’improvviso: era un sogno. Si alza e guarda fuori dalla finestra. Da qui si vede tutta la città di Alexandria. Ci si sposta verso il cielo. Uccelli che volano, panoramica di un enorme nave volante che si avvicina alla città. Dentro, Gidan, un ragazzo biondo, con la coda simile a quella di una scimmia, scende per una pertica ed entra in una stanza. Quest’ultima è avvolta dall’oscurità.
Gidan: “E’ buio pesto…” (avanza e si guarda attorno) “C’è nessuno?”
Accende un fiammifero. Si dirige al centro della stanza e accende le candele in mezzo al tavolo. La stanza si illumina. Voci dalla stanza accanto.
Voci: “Chi è?”
Gidan: “Sono io, Gidan!”
Entrano tre uomini. Il primo con un occhio coperto da una fascia, capelli rossi, con dei vestiti rozzi, Blank. Il secondo Cicciotello, cappello bianco, pancia, barba e un martello in mano, Er Cina. Il terzo col corpo tozzo, i vestiti blu, i lineamenti elfici ma molto marcati, orecchie a punta e bandana, Marcus. I tre, assieme a Gidan, eseguono un saluto (aprendo e chiudendo le gambe e contemporaneamente portandosi le braccia la petto).
Blank: “Ehi amico, sei in ritardo!”
Gidan: “Scusate. Il boss dov’è?”
Er Cina: “Ancora nun è arivato”
Da un'altra porta entra un omone con una maschera da drago in testa, che attacca i quattro. Per via dei goffi movimenti dell’uomo, lo sconfiggono in poco tempo, tagliandogli in due la maschera. Sotto di essa si cela un uomo coi lineamenti suini, barba rosa e occhialini, Kalò. Dolorante si regge la testa.
Kalò: “Ahi ahi ahi! Mi scoppia la testa, ah! Come vi permettete col vostro boss!” (si calma. I quattro un po’ straniti avendo scoperto che sotto le spoglie del drago c’era il loro capo) “Picciotti!” (si avvicina a Gidan e gli mette una mano sulla testa) “Quattro colpi allora li sapete dare, ah! AH AH AH! Su, comincia la riunione, ah!” (fa segno di seguirlo ed entra in una stanza.. I quattro lo seguono e prendono posto, mentre egli si siede ad un tavolo con una riproduzione del castello di Alexandria) “Ripassiamo il piano di oggi, ah! Siamo diretti verso il rregno di Alexandria! Una volta lì, noi, la temuta banda Tantarus, rapiremo la prrincipessa!”
Er Cina: “Ve spiego io come famo! Fra un po’ arrivamo ar regno de Alexandria co’ ‘sta nave, giusto regà? Attraccamo, scennemo e co’ la faccia indifferente…recitamo ar teatro un’opera che se ‘ntitola “Sarò il tuo passerotto”. Marcus, me raccomando, sei er protagonista, nun ce tradì!”
Marcus: “Trankuillen! Io faccio teatren e Gidan e Blank fanno rapimenten!”
Blank: “Vedrai che casino che gli facciamo nel castello!” (estrae dalla tasca un piccolo insetto simile ad uno scarafaggio) “Anche se a me…gli scaraburi fanno proprio… schifo! Ma il lavoro è lavoro! (rimettendolo via) “Poi sarà il tuo turno, Gidan!”
Gidan: “Ricevuto. A quel punto rapisco la principessa Garnet!”
Kalò: “Bravo picciotto! Rapirai la prrincipessa Garnet ah, la donna più bella che il rregno d’Alexandria abbia mai avuto!”
Stacco. Panoramica della piazza di Alexandria, che brulica di gente. In primo piano un bambino, col cappello da mago, il viso nascosto nell’ombra e due occhietti luminosi. Il suo nome è Vivi. Sopra di lui passa l’enorme nave volante vista prima che arriva al castello. La scena torna su Vivi che si sta dirigendo in piazza quando viene urtato e cade a terra. Una bambina gli si avvicina.
Bambina: “Ti sei fatto male?” (raccoglie un biglietto da terra) “Tieni, il tuo biglietto! Ciao! (e se ne va. Vivi si sistema il cappello e in silenzio persegue verso la piazza, ma viene urtato nuovamente da un ragazzino-topo)
Topolino: “Levati di mezzo!” (se ne va, mentre Vivi si rialza senza dire una parola)
Vivi arriva di fronte ad una taverna dove un gruppo di nobili sosta, guidato da un cicerone.
Cicerone: “Signore e signori venuti da Toleno, prego, il castello di Alexandria è da questa parte!” (suona la tromba e prosegue, seguito dai nobili)
Vivi prosegue ed arriva in piazza. Si dirige al botteghino dei biglietti.
Bigliettaio: “Dica pure.” (Vivi gli mostra il biglietto) “Hmm…questo biglietto è strano! Ma è falso! Negli ultimi tempi ne girano parecchi!”
Vivi: “Uffa…” (si china mesto)
Bigliettaio: “Dai, non te la prendere così! Su, non piangere, guarda che ti regalo!” (consegna a Vivi quattro carte da gioco) “Chiedi a Jack della Traversa come si gioca a carte.”
Vivi si dirige appunto nella traversa a sinistra della piazza, dove inciampa, facendo cadere l’insegna che un uomo, tale Dante dell’Insegna, stava attaccando.
Dante dell’Insegna: “Con quel botto mi hai fatto staccare l’insegna!” (arrabbiato si rimette ad attaccarla. Fatto cio’ se ne va, lasciando lì la scala con cui stava lavorando.) “Ecco fatto…Così è a posto! E anche per oggi ho finito!” (Vivi non dice una parola. Arriva il topolino di prima)
Topolino: “Senti mocciosetto, prima al botteghino ti hanno detto che il tuo biglietto è falso.” (Vivi titubante risponde di sì con la testa)
Vivi: “S-sì…m-ma…sei tu Jack della Traversa?”
Topolino: “Ehi, ehi! Non vorrai mica confondermi con quel brutto farabutto! Piuttosto, se diventi il mio schiavetto, ti faccio vedere lo spettacolo teatrale di oggi! Allora? Sarai il mio schiavetto?”
Vivi: “V-va bene…”
Topolino: “ Bene! Ti affiderò la tua prima missione! Controlla se viene qualcuno, schiavo!” (Vivi guarda se arriva qualcuno dalla piazza mentre il topolino si occupa dell’altro lato) “Tutto sotto controllo?”
Vivi: “S-si…”
Topolino: “Ricevuto. Passiamo all’esecuzione del piano.”
Il topolino ruba la scala lasciata lì da Dante e intima Vivi di seguirlo. Mentre Lo segue, Vivi incontra un uomo con quattrobraccia che lo deruba dei soldi. Questo si rivela essere Jack della Traversa, famoso ladro (il nome Jack della Traversa è falso infatti). Vivi ormai abituato a questi soprusi non ci fa molto caso e prosegue col topolino verso una torre campanara.
Topolino: “Dobbiamo salire sulla torre. Vai tu per primo” (avvicinandosi alle scale della torre Vivi viene travolto da un Moguri, una razza di porcellini volanti pelosi) “Ha ha ha ha! Sei proprio scemo!” (il moguri si scusa con Vivi)
Moguri: “Ti ho spaventato, kupò?”
Topolino: “Ti presento Kupò, il mio amichetto moguri.”
Kupò: “Kuuuuuuuuuuuuupò!”
Topolino: “Lui invece è il mio schiavetto. Trattalo bene mi raccomando”
Kupò: “Piacere, kupò. Mi sei simpatico, kupò. Ti scriverò sul registro dei moguri.
Topolino: “Dai, saliamo!” (sale la scala e aspetta Vivi) “Vuoi sbrigarti?”
Entra nella torre un altro moguri, con una cuffietta di paglia e uno zainetto pieno di vettovaglie e pergamene varie, Stilzkin.
Stilzkin: “Kupò, sei qui?”
Kupò: “Ciao Stilzkin! Dove vai conciato così, kupò? Di nuovo in viaggio?”
Stilzkin: “Si, ma stavolta sarà un viaggio mooolto lungo!”
Kupò: “Mi lascerai di nuovo solo, kupò?”
Stilzkin: “Dai, non fare così. Ti scriverò vedrai!”
Kupò: “Va bene, kupò.”
Stilzkin: “Allora, ciao. Salutami Monsciù e tutti gli altri su al castello.” (si allontana)
Vivi: “E’ un tuo a-amichetto?”
Kupò: “Sì, è il mio amico giramondo, k-kupò.”
Topolino: “Oh! Che cavolo fai? Ti vuoi dare una mossa?”
Kupò: “Ti voglio svelare una cosa, kupò. Il Mogu-net: è la rete di corrispondenza postale di tutti noi moguri, kupò! E’ un sistema che permette di mandare o ricevere lettere. Ultimamente non c’è nessun moguri disposto a fare da mogu-postino. Che disgrazia, kupòòòò! Perciò volevo chiederti se potevi occupartene tu, kupò!”
Vivi: “V-va bene!”
Kupò: “Grazie, ciao!”
Vivi si dirige velocemente sulla cima della torre assieme al topolino.
Topolino: “Se non ci sbrighiamo, lo spettacolo comincia!”
I due proseguono per i tetti del borgo. Vivi è impaurito.
Topolino: “Che fai? Muoviti! Non soffrirai mica di vertigini?! Sai qual è il segreto per non fartele venire? Non pensarci!” (Vivi attraversa un ponticello di assi di legno che collega il tetto dove stà a quello del topolino) “Non abbiamo molto tempo. Dobbiamo fare in fretta!” (prosegue, ma vede che Vivi ha di nuovo paura a oltrepassare un ponticello) “Ci risiamo! Dai, non avere paura!” (Vivi passa ma fa cadere le assi e scivola) “Ha ha ha! Che imbranato! Dai, non è niente.”
Proseguono di tetto in tetto quando il topolino si ferma.
Topolino: “Ma senti un po’…Tu come ti chiami?”
Vivi: “Vivi.”
Topolino: “Vivi…che nome strano…Io mi chiamo Puck, non dimenticartelo!”
Vivi e Puck arrivano davanti alle mura del castello e con l’uso della scala le oltrepassano, riuscendo ad entrare di soppiatto.
Puck: “Uff…finalmente siamo arrivati. Attraversate queste mura, siamo nel castello! Andiamo!”
La sera cala su Alexandria. Il teatro del castello è pieno di nobili. Nascosti tra loro Puck e Vivi. Sugli spalti regali La regina, grassa e brutta, Brahne e sua figlia, la principessa Garnet, che però appare triste. Dietro di loro il cavaliere Adalberto Steiner, guardia del corpo della principessa, che si accorge della tristezza di quest’ultima. Parte la musica e si accendono i fuochi d’artificio. Lo spettacolo sta per cominciare…
Ultima modifica di L'uomo che sapeva troppo; 1-07-2006 alle 15:21:48
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