1-0 palla al centro.
uno dei motivi per cui il videogioco è facile da bersagliare è che, almeno a livello nostrano, fin'ora non è mai stato rappresentato da un ente o un organismo che potesse rispondere a tono.
fino ad ora le uniche voci "autorevoli" potevano essere quelli di videogiocatori, al massimo qualche giornalista...ma nulla di che..
lungi da me guardare l'AESVI come "baluardo del videogioco contro i brutti cattivi e puzzoni", ma l'aesvi protegge i propri interessi ed in questo caso coincidono con i nostri.
è molto importante che ora ques'ente o quel che l'è, inizi un'opera di "educazione videoludica", nei confronti dei genitori...sono loro che devono essere responsabilizzati, non i figli...sono i genitori che devono imparare a leggere quel maledettissimo bollini e trarre le conclusioni..e sono i genitori che devono imparare a smanettare con l'x360 o il wii per impostare un eventuale parental control..per poi fare il gesto dell'ombrello al figlioletto di 8 anni che con faccia esterefatta nota che gittia non parte