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Scarface (PS2)
Scarface
Casa: Vivendi Games
Sviluppatore: Radical Ent.
Lingua: Ing (manuale e testi in italiano)
Giocatori: 1
Genere: Crime
PEGI: 18+
E’ il 1983, la Universal Pictures affida al talentuoso Brian De Palma la regia di un titolo cinematografico che è rimasto nelle menti e nei cuori di tutti. Stiamo parlando di Scarface, remake dell’omonimo film in stile gangsteristico del 1932 dal titolo Scarface- Lo sfregiato. Il film si prende le lodi del pubblico e della critica diventando un’icona, proponendosi oggi come un classico del cinema degli anni ottanta. Con un Al Pacino in grande forma, il personaggio di Tony Montana incute terrore, preso sempre più dall’avidità di accaparrare potere, a costo di rimetterci la pelle. In fondo è lui stesso che cita le fasi necessarie per arrivare al successo: la grana, il potere e le donne. Dopo circa vent’anni, Vivendi Games decide, e ben fa, di farne una trasposizione videoludica per permettere a tutti di sfidare il proprio destino e di mettere alla prova il proprio livello di spietatezza e autorevolezza, elementi necessari affinché si raggiunga la vetta del successo, del potere...affinchè il mondo diventi tuo. Tony Montana è tornato ed è più incazzato che mai!
La riproduzione degli elementi in scena
Le avventure spietate di Mr. Montana hanno luogo, proprio come nella pellicola cinematografica, a Miami e nei quattro principali quartieri di questa città dalle mille possibilità economiche,sempre criminalmente parlando, ovviamente. Tutto ciò che popola queste zone è ricreato con un certo dettaglio ed ogni elemento è riprodotto in ogni sua piccolezza. Questo permette di farsi trasportare nella tipica ambientazione delle zone americane anni ottanta, dove è possibile ammirare la bellezza e l’eleganza delle palme ai bordi delle strade, soffermarsi sulla spuma dell’onda che sbatte contro la stiva, osservare il cielo rosso dell’imminente tramonto. Tutto questo basta per godersi a pieno tutta l’ambientazione che fa da contorno agli elementi che in essa interagiscono e vivono, spinte da un motore grafico che fa il suo, minimo, dovere. Ad una prima occhiata tutto sembra perfetto dal punto di vista del level design, ai nostri occhi arrivano immagini fluide e coinvolgenti, ma se ci soffermiamo sugli oggetti che possiamo trovare sul nostro cammino come un palo della luce, una fontana, un paletto protettivo ai bordi di un marciapiede, un bicchiere poggiato su un tavolino in un locale, scopriamo con delusione che tutti gli questi soffrono di una eccessiva spigolatura, come se la loro presenza fosse giustificata solo per il fine di riempire lo schermo ma senza lo scopo, che a mio avviso dovrebbero svolgere, di arricchire di dettaglio tutta la scena protagonista del momento e di trasmettere una sensazione di trovarsi in un posto dove la differenza tra reale e interattivo si riduce al minimo. Stessa sensazione la si avverte quando ci si sofferma sui personaggi. Il protagonista Montana è realizzato in maniera sublime per girare su una playstation 2. Il viso, la pettinatura, le labbra, l’anello al dito, il tatuaggio sulla mano, tutto è riprodotto con un convincente dettaglio che fa dimenticare in un attimo tutte le piccole delusioni provate precedentemente. Ci saranno state esigenze tecniche, di fluidità o di spazio, ma proprio non capisco come si può realizzare un personaggio caratterizzato da una struttura così articolata e dalle mille caratteristiche, per poi riempire il resto della scena con elementi caratterizzati da pochi poligoni e con un livello di dettaglio che aiuta solo a capire che essi sono presenti. Consideriamo un personaggio presente in un tipico locale del posto, fermo li a contemplare un bicchiere ormai prossimo a svuotarsi. Cosa notiamo?, beh poca roba. Un viso dai contorni poco definiti, arti che danno la sensazione di trovarsi di fronte più ad una bambola di pezza che ad una persona con la quale piacevolmente ci saremmo fermati per un bicchiere insieme, così giusto per ammazzare il tempo. La maggior parte dei personaggi che si incontrano nei locali e per strada sui marciapiedi peccano di questo dettaglio infelice. Una vera mancata opportunità per gli sviluppatori, visto che il numero di persone che popola la città, persino nei vicoletti più sperduti del posto e nei negozi più ambiti, è davvero numeroso. Una città movimentata da molte persone ma che trasferiscono una delusione che sa di irreale e di trascuratezza non appena ci avviciniamo ad un metro da esse. Fortunatamente, stessa sorte non tocca ai co-protagonisti di questo gangster game. I nemici principali della trama e quelli con i quali collaboreremo per la scalata al potere sono caratterizzati da un dettaglio che sollevano il titolo dagli scivoloni tecnici che questo subisce dovuti alla presenza dei personaggi di “contorno”. La sensazione che gli sviluppatori avrebbero potuto dare di più è nota dal dettaglio che sprigiona il dvd nei pressi della dimora di Montana. Procedendo verso la villa dai mille sogni è possibile notare come il livello di dettaglio che contorna il protagonista tendi a divenire sempre più presente, giungendo la vetta delle possibilità risolutive nella villa stessa. Le palme, la fontana, i bordi della strada, l’asfalto e il livello cromatico dei colori prende la scena, trasmettendo una sensazione di trovarsi di fronte ad un risultato scaturito da un lungo lavoro. Se questo livello di dettaglio fosse stato presente anche nel resto dell’ambientazione protagonista della storia, questo titolo avrebbe oggi rappresentato quanto di meglio si possa disporre su playstation 2. Purtroppo questo non accade. Ci affidiamo a ragioni di fluidità, sperando che questo sia dovuto ad esigenze di scorrevolezza degli elementi presenti considerando l’ormai vecchiotto motore grafico della tanto agognata console casalinga, ormai prossima alla old-generation. Se poi consideriamo anche il genere a sfondo crime, possiamo capire i limiti degli sviluppatori che, saggiamente, hanno optato per una maggior esigenza di dinamicità delle scene, caratteristica necessaria per un genere che non perdona alcun rallentamento di sorta. Da questo punto di vista, e parliamo di fluidità dei movimenti dei protagonisti della scena, tutto risulta in regola. Da apprezzare il modo in cui i passanti terrorizzati si gettano a terra quando stiamo quasi per prenderli in pieno con la macchina, notando una convincente naturalezza della fisica che accompagna il movimento con cui essi cadono sull’asfalto. La camminata alla “spacco tutto” di Montana è molto fedele all’originale, così anche quando corre o quando si abbassa per proteggersi dal piombo nemico.
Quando il leto tecnico fa la differenza
Dal punto di vista tecnico questo titolo appaga al punto giusto ma, purtroppo, senza esagerazioni. Il dettaglio, come menzionato precedentemente, mette in mostra le potenzialità degli sviluppatori che hanno optato per una maggiore propensione a dare il meglio di se in alcuni elementi a discapito di altri. Il dettaglio da una vera prova di se nei pressi della villa Montana. Percorrere la strada in direzione di questa e come montare di volta in volta le lenti giuste, provando il sollievo, arrivati nella villa, di poter osservare tutte le piccolezze che i nostri occhi ci permettono di scovare. Un dettaglio poco felice è la caratteristica che traspare in questo titolo in tutte le altre zone, soprattutto quando si tratta di riprodurre i personaggi e gli oggetti “ornamentali”. Il motore fisico simula perfettamente i movimenti dei personaggi in tutte le situazioni possibili, sia quando questi tentano di ripararsi dal piombo, sia quando evitano la macchina che, per distrazione o volontariamente, decide che è giunta l’ora di schiacciare qualcuno. Le movenze delle braccia, della testa e le espressioni del viso dei vari personaggi risultano abbastanza credibili al punto da trasportare il videogiocatore ad un dialogo esauriente. Le scene d’intermezzo risultano dettagliate anche se queste peccano di un pizzico di artificialità che si traduce in movimenti meccanici e scattosi, come se queste fossero il risultato di un montaggio di scene prese direttamente dal videogioco stesso. Il modo in cui i cattivoni di turno comprimono la ferita accovacciandosi a terra dopo il colpo subito risulta molto ben fatto. La fisica si gioca le sue carte in questo titolo e ne esce vincitore, sia quando si tratta di riprodurre oggetti in movimento, sia nel simulare i movimenti attivi o passivi dei personaggi. L’automobile di turno può essere guidata dandoci grosse soddisfazioni, infatti notiamo una fisica pressappoco perfetta. L’effetto gravità nei voli e nelle curve, così come quando il motore arranca sulle salite per poi prendere velocità nelle seguenti discese, il contraccolpo negli urti e la differente reazione relativamente alla traiettoria che l’auto subisce a seconda di ciò che andremo a colpire, come un muro, un’altra auto o un palo della luce, risulta abbastanza ben simulato trasportandoci emotivamente quando si tratta di spostarsi da un luogo all’altro con un qualsiasi mezzo, sia esso un auto o una barca. Un lato sicuramente positivo di questo Scarface è la piacevolezza che il motore fisico ci fa provare nel guidare tutti i mezzi di trasporto, simulando quasi perfettamente anche tutte le caratteristiche di ciò che stiamo guidando come il peso, la velocità, la frenata e la stabilità. Un motore fisico che dimostra tutta la sua autorevolezza, capace di rendere sempre dinamica la scena protagonista, cosa di non poco conto considerando il numero non indifferente degli elementi su schermo. Nota dolente del lato tecnico è l’intelligenza artificiale. I comportamenti dei protagonisti risultano, molto spesso, poco felici. Può capitare che il nostro compagno di viaggio salga in macchina seguendo un percorso più lungo prima di arrivare ad essa, ritardando inaccettabilmente la partenza dell’auto dal fuoco nemico. Questo difetto porta spesso a decidere di lasciarlo nelle mani dei nemici, anticipando la partenza e pensando a tutto ciò che la gang rivale gli stia facendo, senza nessun dispiacere insomma, lo meritava. Anche il comportamento dei nemici non convince. Questi, negli scontri a fuoco, si scoprono troppo facilmente venendoci incontro senza un minimo di tattica, pronti per essere maciullati dal piombo della nostra ultima automatica dai dieci colpi al secondo. A proposito di piombo, gli effetti particellari delle esplosioni susseguenti ai colpi di mitra risulta sublime. Colpendo un tavolino in un locale si può notare il vetro di tutte le cose poggiate su di esso andare in mille pezzi, così come quando l’obiettivo risulta essere un’ auto o la vetrina di un negozio. L’esplosione delle auto è ben fatta. E’ possibile notare la dinamica che questa subisce dopo l’esplosione stessa, elevandosi da terra in un bagliore di luce rosso per poi ricadere distrutta a terra in mezzo ad una nube di polvere che, una volta dissolta, ci permette di valutare gli irreparabili danni che questa ha subito. Effetti visivi realizzati con gran cura che, considerando la numerosità delle volte in cui sono presenti, permettono al titolo di dimostrare le sue potenzialità tecniche non sfruttate saggiamente in tutte le situazioni di gioco. Poco felice risulta essere la scelta di non dare piena libertà ai dialoghi con i passanti e con i nemici. Questi sono pre- impostati e ciò ci lascia nel ruolo di spettatore durante gli stessi, senza considerare il fatto che molto spesso non seguono neppure un filo logico: può capitare che Montana parla dei locali notturni e l’altra parte gli risponde di come sia bello fare spese nei supermercati del posto. Difetto, comunque, che non va ad inficiare l’atmosfera gangster che tale gioco trasmette.
Droga, sesso e Rock&Roll
Musicalmente parlando, abbiamo di che divertirci con Scarface. La colonna sonora risulta essere in linea con il genere e, cosa più importante, è la possibilità di gestirla a proprio piacimento. Durante gli spostamenti in auto è possibile selezionare le tracce che più gradiamo ascoltare: si passa dalla colonna sonora originale di Scarface al genere Hip Hop anni ottanta, dal Reggae alla musica Country. Con il tasto L2 si accede al menu dove è possibile selezionare la musica. Una volta entrato nel database delle tracce audio notiamo tutti i generi presenti e, selezionandone uno di nostra preferenza, diamo la possibilità che questo sia riprodotto durante gli spostamenti in macchina proprio come se fosse un nastro che gira nel nostro stereo. Una trovata geniale. Quando siamo stufi della ripetitività delle tracce possiamo cambiare nastro e la musica cambia. Un’idea ispirata alla modalità presente in GTA ma, che differisce da esso, per la possibilità di scegliere le tracce e, cosa più importante, il genere che più piace. Dalla stessa schermata notiamo i dati relativi al nome dell’artista e del brano che viene riprodotto, proprio come se disponessimo di un lettore multimediale di ultima generazione. Un aspetto molto positivo è il fatto che la musica non s’interrompe quando, per varie esigenze, passiamo alla schermata del menu. Ciò conferisce alla riproduzione musicale quella continuità che contribuisce a non spezzare il ritmo di gioco. Considerando il lato tecnico del suono, anche qui non ci si può lamentare. A differenza di alcune pecche presente nel lato video, la tecnica relativa all’audio e in particolare agli effetti sonori risulta essere pieno di particolari e molto dettagliato. La riproduzione del suono dei passi, delle esplosioni delle auto caricate di troppo piombo, del temporale che manifesta tutta la sua ira a colpi di tuoni, delle armi che sprigionano tutta la loro brutalità in ogni singola pallottola, del caricatore che riempie di speranza il boss di turno, tutti i suoni e le loro mille sfaccettature sono riprodotte con una fedeltà e pulizia di tutto rispetto. Ascoltare il suono delle gomme che stridulano sull’asfalto durante una curva, così come il rumore metallico di un colpo che finisce la propria corsa su una carrozzeria è sbalorditivo. Buon lavoro per i tecnici del suono, caratteristica positiva di questo titolo dall’andamento altalenante dal punto di vista tecnico.
Per essere un boss è necessario il controllo
Sono tante le cose da fare in Scarface. Bisogna spostarsi da un luogo all’altro guidando veicoli di vario genere, correre a perdifiato per sfuggire ad un’imboscata ad opera di un boss che non condivide i nostri pareri, chiacchierare per scovare chi vuole intralciarci, intimidire gli avversari e gli spacciatori più autoritari. Tutto questo ed altro si dovrà fare ed anche con una certa dinamicità e continuità, non avendo la possibilità di rilassarsi nemmeno per un secondo. Del resto non è nello stile di Montana stare con le mani in mano..quindi diamoci da fare. Come? Beh questo dipende dalle situazioni e per far si che il tutto sia realizzato nel migliore dei modi occorre un sistema di controllo che, come per la fluidità, non ammette sbavature per un titolo del genere. Da questo punto di vista tutto funziona alla perfezione. I controlli sono semplici ed efficaci trasmettendo la sensazione di avere tutto sotto controllo e di richiamare tutte le possibili azioni con un’accettabile tempestività. Come detto precedentemente, con il tasto dorsale è possibile richiamare il menu nel quale è possibile consultare la mappa, gli affari che possono essere conclusi nel giorno, contattare i fornitori di cocaina ed accedere al catalogo dove è possibile acquistare gli oggetti più bizzarri possibile. Per gli scontri a fuoco tutto risulta essere gestito in maniera molto semplice. Si aggancia il bersaglio con L1 e con R1 si spara al malcapitato di turno. E’ possibile richiamare le armi che abbiamo a disposizione con il tasto direzionale e, una volta selezionata l’arma, vedremo il signor Montana pronto a riempire di piombo tutto ciò che si ritrova davanti. Con lo stick analogico sinistro si da la direzione al personaggio mentre con quello destro è possibile manovrare la telecamera fino ad inquadrare tutti gli angoli possibili del luogo in cui ci troviamo. La nota positiva è che sia i comandi che i movimenti della telecamera risultano sempre tempestivi svolgendosi il tutto con un’estrema semplicità e velocità. Il campo in cui il sistema di controllo mostra tutte le sue qualità sta alla guida dei veicoli. Guidare le auto e tutti gli altri veicoli presenti diverte quasi più che portare a termine le stesse missioni. Sfrecciare a tutta birra per le strade di Miami zigzagando tra le auto che si trovano sulla nostra traiettoria ed affrontando le curve con delle spettacolari derapate da una soddisfazione irripetibile. Veicolo alla mano, come nel caso precedente, tutto risulta essere semplice e tempestivo. Si accelera con X, quadrato per le frenate e per la retromarcia, cerchio per le derapate. Con lo stick analogico sinistro diamo la traiettoria alla macchina e con quello destro gestiamo la telecamera. Tutti gli affari che intendiamo concludere, come vendere una partita di cocaina, riciclare il denaro sporco in banca, intimidire una gang rivale o corrompere un poliziotto lige al dovere, è in funzione del livello di “balls” che riusciamo a dimostrare. Sul lato sinistro dello schermo, un attimo prima della contrattazione o dell’intimidazione, appare un cerchio che è necessario riempire perimetralmente attraverso la pressione del tasto cerchio. Più ci si avvicina alla fine della corsa della barra e più l’affare sarà a noi favorevole. Attenti a rilasciare il tasto in tempo perché se la barra supera il limite massimo sballiamo, ne nasce una discussione animata, l’affare salta e scatta la violenza. La possibilità di portare a termine le missioni e conquistare i territori spazzando via come scarafaggi le gang rivali dipende dal livello di spietatezza che dimostriamo. Dopo ogni colpo andato a segno, attraverso la pressione del tasto cerchio, è possibile aumentare il livello di “balls” il quale, raggiunto il livello massimo, ci da la possibilità di scatenare, attraverso la pressione dello stesso tasto, la rabbia cieca. La visuale in prima persona, il suono rallentato e poco definito e un croma tendente al bianco sono le caratteristiche audio e video durante questo stato di pure rabbia, durante il quale, oltre ad essere invulnerabili, ci permette di aumentare il livello di energia per ogni colpo andato a segno. Dimostrare il livello di “balls” così come incrementare il livello di reputazione è una caratteristica necessaria affinché si raggiunga il successo. Medesimo meccanismo viene utilizzato per ridurre la pressione delle bande rivali e della polizia. Per portare a termine le missioni senza troppi ostacoli di natura giudiziaria o criminale è necessario ridurre il livello di pressione di polizia e gang rivali rispettivamente. Ciò è possibile farlo attraverso intimidazioni, come descritto precedentemente, o pagando una quota in denaro.
Quanto dura la vita di un boss?
Considerando la durata media per portare a termine la storia non ci si può lamentare. Il rapporto euro-minuto risulta essere molto favorevole. Conquistare tutte quante le zone di Miami per ricoprire, in modo assoluto, il ruolo di boss per eccellenza, occorrono più di venti ore di gioco, senza considerare che il tutto tende ad allungarsi notevolmente se si vogliono portare a termine tutte le sotto missioni e sbloccare tutti gli oggetti nel catalogo. Una durata che soddisfa insomma, ma purtroppo, su questa incide una ripetitività delle missioni da eseguire che può portare ad abbandonare il gioco prima dei titoli di coda. Il ciclo guido-sparo-spaccio-riciclo può portare ,dopo una decina di ore, all’apice della noia nonostante le missioni siano caratterizzate da una originalità degna di nota e, la maggior parte delle quali, direttamente ispirate al capolavoro cinematografico. Tutte le missioni possono essere portate a termine senza eccessive difficoltà, anche se a volte può capitare di dover ripeterne più volte una a causa di una difficoltà iniziale dovuta alla necessità di prendere confidenza con il veicolo datoci in consegna o con il percorso da seguire, considerando le numerose missioni a tempo presenti durante l’avventura a sfondo crime.
Io sono Tony Montana…se fate la guerra a me fate la guerra al numero uno
L’ambientazione in cui si svolge tutta la vicenda risulta abbastanza trasportante. Fin dai primi istanti di gioco si viene catapultati nello splendore di Miami e di tutto ciò che in essa è presente. L’atmosfera di gioco ritrae alla perfezione lo stile cinematografico del film, riproducendo fedelmente le strade, i veicoli e i locali presenti. Unico personaggio di spessore risulta essere Tony Montana. La scelta di una sceneggiatura che segue la fine del titolo con protagonista Al Pacino ha portato lo svantaggio di non poter inserire personaggi dall’elevata personalità, presenti nel film di De Palma, tutti sistematicamente morti nella pellicola cinematografica. Si parte proprio dai titoli di coda del capolavoro degli anni ottanta. Montana dopo aver subito un attacco dai nemici, si spegne cadendo nella piscina di casa dopo un colpo mortale subito alle spalle dal killer ingaggiato dal boss rivale. La sequenza finale di Scarface, il film, rimarrà nella storia del cinema presentandosi come una delle migliori sequenze cinematografiche mai apparse sul grande schermo. Scarface, il gioco, parte proprio da questo punto. Montana deve riprendersi tutto, compresa la propria dignità, alla faccia di chi lo credeva morto.
Pagella conclusiva
Grafica: 7
Modelli: 6,5
Level design: 7,5
Buona realizzazione grafica degli ambienti, ma che subisce la superficialità degli elementi di contorno.
Livello tecnico: 7
Dettaglio: 7
Motore fisico: 8
Effetti: 8
Intelligenza artificiale: 6,5
Conversione: //
Lato tecnico di tutto rispetto. Un motore fisico capace di gestire e simulare in maniera efficiente i numerosi elementi in scena ed effetti visivi che fanno il proprio dovere. Un’intelligenza artificiale infelice.
Sonoro: 8
Musiche: 8
Effetti sonori: 8,5
Innovativa la scelta di poter scegliere il genere musicale o una particolare canzone da ascoltare, proprio come se disponessimo di uno stereo. Effetti sonori molto precisi e pungenti.
Giocabilità: 8
Controlli semplici e tempestivi ai comandi.
Longevità: 7
Durata: 8
Ripetitività: 5
Frustrazione: 8
Una longevità che appaga… ma che alla lunga può annoiare per la sua ripetitività.
Trama: 7
Atmosfera: 8
Personaggi: 6,5
Situazioni: 6,5
La trama gode dell’atmosfera del capolavoro cinematografico a cui si ispira, pecca solo di sceneggiatura a causa della scelta di iniziare la vicenda dopo i titoli di coda del film, perdendo così personaggi di spessore presenti nella pellicola, tutti sistematicamente mandati al creatore in essa.
Voto Finale: 7,5
Prendete GTA, aggiungeteci le atmosfere di Scarface… agitate,non mescolate: questo è ciò che viene fuori, da bere tutto d’un fiato ma che, inaspettatamente, lascia un retrogusto un po’ amaro nonostante le premesse per un capolavoro c’erano tutte. Peccato.
+ Ambientazione fedele alla pellicola cinematografica
+ E’ Scarface
+ Tony Montana riprodotto alla perfezione più assoluta
+ Effetti sonori precisi e dettagliati
- Intelligenza artificiale infelice
- Dialoghi che lasciano a desiderare
- Poco dettaglio negli elementi non protagonisti della scena
- Alla lunga può annoiare
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