Intervista a Ibrahimovic
13, Febbraio 2007
Calcio
Quando hai cominciato a capire che avresti potuto diventare un calciatore professionista?
“Ho cominciato a giocare a calcio molto giovane. Mi sono sempre trovato a mio agio con la palla tra i piedi. Questo sport mi è sempre piaciuto, l’ho sempre adorato e l’ho sempre amato. Ho cominciato a farmi notare tra le fila di una piccola squadra, il Balkan, per poi trasferirmi al Malmo nel 1995, dove ho mosso i primi passi da professionista e dove ho iniziato a conoscere il grande calcio. Nel 1999, con lo stesso club, ho esordito nella Serie A svedese. Il resto è storia recente…”.
Nella squadra con cui hai esordito hai cominciato come attaccante o come tutti i giocatori di una certa statura hai ricoperto il ruolo di portiere o difensore?(Zlatan sorride!!!) “No, non sono proprio capace di fare il portiere o il difensore. Mi sono subito ricamato il ruolo di attaccante, e diciamo che la scelta, a giudicare dai fatti, è stata quella azzeccata. Diciamo che è il ruolo giusto per me”.
Ti ricordi il tuo primo giorno all’Ajax? Cosa ricordi di quell’avventura? “Sono arrivato nel campionato olandese nell’anno 2001. Ricordo che alla guida dell’Ajax c’era Leo Beenhakker. Una bella avventura, ho passato anni molto belli in Olanda, facendo molta esperienza. Devo ammettere che il grande lavoro svolto è stato poi ripagato con le chiamate di Juventus prima e Inter dopo. Con il club olandese ho vinto 2 campionati, 1 Coppa olandese e 1 Supercoppa d’Olanda. Mi piace parlarne, ho un bel ricordo, specie il giorno del mio esordio all’Amsterdam Tournament contro Valencia, Liverpool e Milan. Un’emozione indescrivibile”.
Ti è rimasto qualche amico in Olanda? Ti senti ancora con qualche giocatore? “Certamente. Ho avuto compagni meravigliosi. Mi sento spesso con Grygera e con Chivu, ma un po’ tutti i miei ex compagni sono rimasto in buoni rapporti. Ora qui all’Inter c’è un altro calciatore proveniente dall’Olanda, Maxwell. Ottimo giocatore”.
Che differenza c’è tra il campionato olandese e quello italiano? (Zlatan fa una faccia molto buffa) ”Non c’è paragone. Il campionato italiano è uno dei più affascinanti al mondo. La Serie A è tutta un’altra cosa. C’è più tecnica, squadre nettamente più forti, grandissimi giocatori, anche se, comunque, non rinnego il mio passato perché l’Ajax è un grande club, ha grandi tradizioni e sono stato felice di indossare quella casacca. Però, l’Italia è un’altra cosa”.
Tra la Juventus e l’Inter? “Tutte grandi società, entrambe hanno una splendida organizzazione. La differenza essenziale è che la Juventus aveva Luciano Moggi, mentre l’Inter non lo ha”. Ibrahimovic mi guarda intensamente e poi esclama: “Cerco di spiegare cosa voglio dire. All’Inter ci sono diverse gerarchie. C’è Massimo Moratti, c’era il Presidente Giacinto Facchetti e tante altre importanti figure. Alla Juventus non era così. Lì c’era Luciano Moggi”.
…e tra Capello e Mancini? “Roberto Mancini è un grande allenatore ed è stato un grandissimo giocatore. Ha la mentalità giusta per allenare la nostra squadra e, anche se ha cominciato ad allenare da poco, si è già confermato a livelli altissimi. Diventerà sicuramente, e lo ho è già molto vicino, il numero uno indiscusso. Con noi è riuscito a creare un gruppo molto solido e con l’Inter è riuscito a vincere dopo anni che nessuno ci era riuscito. Per me è un grande. Per quanto riguarda Fabio Capello non ho molto da dire. Ha vinto in ogni posto in cui è andato, ha un grande carisma, anche se penso che quello che lo differenzia da Mancini è l’esperienza”.
Un allenatore al quale devi dire grazie? “Onestamente devo dire grazie a tutti gli allenatori che ho avuto nella mia carriera. Koeman, Van Basten e tutti gli altri. Ognuno di loro mi ha insegnato qualche cosa che mi ha fatto arrivare fin qui. Per questo li ricordo con piacere”.
Cosa hai provato quando l’Italia ha vinto il Mondiale? “Ero contento per i ragazzi che conoscevo. Gioco in Italia e ho molti amici, nonostante in tanti mi giudicano un cattivo”. (Zlatan scoppia a ridere!!!)
Prima del Mondiale, hai vinto lo scudetto con la Juventus. Poi, dopo Germania 2006, ti sei trasferito all’Inter, fresca Campione d’Italia. Lo scudetto che hai sul petto lo senti più bianconero o nerazzurro? “Sicuramente bianconero. Ho vinto due scudetti sul campo e quindi dico di aver vinto due campionati con la Juventus. Non mi importa di tutto quello che è successo, io mi impegnavo sempre quando giocavo e quindi quelli scudetti li ho vinti. Ovviamente sono contentissimo della scelta che ho fatto. L’Inter è una grandissima squadra e voglio aprire un ciclo con questa maglia a partire da questo campionato. Sono in Italia da tre anni e ho vinto due scudetti. Come si dice: non c’è il due senza il tre, o almeno lo spero”. (i presenti all’intervista fanno tutti un gesto scaramantico e scoppia una risata generale).
Quando sei diventato nerazzurro, tutti hanno subito pensato ai duelli che hai avuto, nel recente passato, con Marco Materazzi. Cosa ci dici a tal proposito? “Marco è un ragazzo fantastico. In campo è molto aggressivo, non cattivo, ma aggressivo, mentre quando ci si allontana dal campo, diventa una delle persone più tranquille, buone e disponibile che io abbia mai conosciuto. Fa parte del calcio, ma nello spogliatoio c’è un clima sereno e io con Marco vado molto d’accordo”.
Tra qualche mese il calciomercato tornerà sulla bocca di tutti. Cosa pensi del caso Figo (a fine anno lascerà l’Inter per andare in Arabia ndr)? “La cosa più importante è che Luis sia rimasto con noi fino alla fine di questa stagione. Figo è un grande campione e per vincere abbiamo bisogno anche del suo apporto. Il suo approdo in Arabia è una semplice scelta di vita”.
Ibrahimovic è uno dei punti fermi per la prossima stagione. Prova a consigliare al presidente un giovane che possa far bene all’Inter…“Il presidente non ha bisogno dei miei consigli. Lui e la società sanno molto bene come muoversi sul mercato. Lo hanno dimostrato allestendo un gruppo formidabile. La squadra ha comunque già grandi giocatori in rosa e molto giovani decisamente interessanti. Insomma mi sembra che la base sia ben solida”.
Quando parli di giovani interessanti, ti riferisci a Marco Andreolli? “Lui è un grande giocatore e diventerà ancora più forte”.
Huntelaar può diventare il tuo erede? “No, assolutamente no! Siamo completamente diversi. Lui è più finalizzatore, è più un giocatore d’area di rigore, mentre a me piace più muovermi, andare a cercarmi il pallone e mi diverto anche quando mando in rete un compagno. Questo è il mio calcio e Huntelaar non è come me, anche se molto bravo”.
Quindi preferisci un assist ad un gol oppure…(Ibra sorride). “No, no. Aspetta un momento. Mi diverto a fare assist ai compagni, quando vedo un amico esultare per un mio passaggio sono molto contento, ma la gioia di un gol è sempre molto grande”.
Che persona è Massimo Moratti? “Il presidente è eccezionale. Una grande persona, un grande uomo. Per noi non è solo il nostro presidente, ma una figura amica. E’ stato molto bello conoscerlo e sono molto contento che sia il mio presidente”.
…e Zlatan Ibrahimovic fuori dal campo? “Sono un cattivo, un arrogante (Zlatan scoppia a ridere…). A parte gli scherzi, mi piace passare le ore libere con la mia famiglia. Non amo le serate mondane, non si direbbe ma sono un tipo molto tranquillo. Amo la musica, i videogames, leggere e i bei film”.
L’ultimo che hai visto? “Apocalypto, l’ultimo film di Mel Gibson”. Ibra si mette le mani nei capelli ed esclama: “Che grande spettacolo, stupendo!”.
Quale musica ascolti? “Amo la musica in generale, mi rilassa. Ascolto tutti i generi, anche quella della ex jugoslava. Non ho una preferenza come tanti. Io spazio dall’hip-hop al commerciale, passando dalla dance o dal reggae”.
Nessuna preferenza nemmeno ai videogiochi? “Assolutamente no! Gioco, in maniera indifferente, con la Playstation, Game Boy, Nintendo e Xbox. Sicuramente penserai che divento matto per i giochi sportivi, ma non è proprio così. Ovviamente ci gioco, ma amo qualsiasi ‘game’. Sono un amante viscerale dell’elettronica”.
Oltre al calcio quale altro sport ti piace?
“Adoro gli sport singoli. Infatti vado pazzo per il tennis e la boxe. Mi piace Roger Federer e considero un grandissimo Mohammed Alì”.
A Zlatan gli viene rivelato che sono il commentatore di wrestling per le reti Mediaset e ricevo i suoi complimenti…“Il wrestling mi diverte, ma il K1 (combattimento con arti marziali ndr) è tutta un’altra cosa”.
Nel tennis sceglieresti Federer, nella boxe hai citato Alì ma nel calcio chi può essere preso come esempio? “Risposta secca: Ronaldo.”
Ultima domanda: se non fossi diventato un calciatore professionista, cosa avresti fatto?
(Ibra scoppia a ridere…) “Visto che sono considerato un cattivo all’ennesima potenza, penso che il gangster mi avrebbe dato da vivere. A parte gli scherzi, a scuola andavo bene, non ho mai avuto problemi, quindi, forse, avrei cercato di diventare avvocato”. (Zlatan ci ripensa) “No, aspetta una attimo. L’avvocato no, sinceramente non lo so, amo fare il calciatore e non ci ho mai pensato”.
Christian Recalcati