Dicesi esperto d'acqua e annessi, "acquedotto".
Egli sa composizione, colore (che non vi è), odore (che non vi è), sapore (che non vi è), logica (che non vi è), ed è (che non vi è).
Partiamo dalla composizione. L'acqua è composta, poichè educata.
Passiamo al colore (che non vi è).
Quindi passiamo all'odore (che non vi è).
E allora dirigiamoci verso (l'acqua) il sapore (che non vi è).
Ordunque spostiamoci sulla logica (che non vi è).
Sebbenunquallora corriamo a raggiungere l'è (che non vi è).
Ma di che parla seriamente l'acquedotto?
Ma sì, della forma (non vi è neanche quella), della definizione (che per definizione è già definita).
A pensarci bene quest'acquedotto sa esattamente quello che sanno tutti sull'acqua.
Questo trattato sui trattati dell'acqua da parte degli acquedotti sta facendo acqua da tutte le parti.
Urgono paragoni e pareri:
Se una casa sta andando a fuoco, arriva il pompiere ed estingue l'incendio, come ha estinto i dinosauri, grazie alla pompa. Il merito però va attribuito all'acqua fuoriuscita dalla pompa, non al pompiere o alla pompa stessa.
Se un uomo è disidratato, corre subito a bere (correndo tra l'altro si disidrata ulteriormente) un bicchier d'acqua o più.
Il merito non è del bicchiere o i bicchieri, tantomeno del cervello dell'uomo che ha trasmesso gli impulsi giusti per portare l'uomo a bere il bicchier d'acqua; è ovviamente merito dell'acqua.
Se dell'acqua comincia ad annacquare acqua con acquazzoni e acquarelli, il merito non è dell'acqua, ma dell'acqua.
Con questo l'acquedotto dimostra l'importanza dell'acqua per l'uomo e la Terra. Non a caso il nostro pianeta è formato per due terzi da acqua, grazie a laghi, fiumi, mari e oceani. C'è quindi un oceano tra la valenza dell'acqua e delle altre cose, e tra dire e fare c'è di mezzo il mare, in questo fiume di pensieri (e questo dimostra come le cose formate d'acqua siano usate nella lingua comune in modo massiccio, per modi di dire e paragoni. Effettivamente pure i nazisti si accorsero dell'importanza di un bene come l'acqua, chiamando i loro campi di sterminio Lager).
A dirla tutta non sono stati gli acquedotti, i dotti dell'acqua, a dire ciò.
Sono stato io a pensarlo. Gli acquedotti non si sforzano nemmeno di dare dei pareri e fare dei paragoni sull'acqua.
Sì, gli acquedotti non fanno un cazzo dalla mattina alla sera e non si esprimono minimamente sulla loro amata acqua.
Potrebbero almeno sforzarsi e dire che il primo filosofo della storia, Talete, poneva come archè (principio, per chi non avesse capito il significato di archè fin dal principio) l'acqua. Sì, proprio lei.
E allora sorge spontaneo oltre al sole, chiedersi perchè il primo filosofo sulla faccia della Terra, ma anche sulle mani e sulle gambe (sulle gambe poichè era anziano), abbia posto come principio, lo stesso principio degli acquedotti.
Che ci sia un fondo di verità e sensatezza in questa eccessiva idolatria nei confronti dell'acqua?
Che ci sia un fondo di sabbia nel mare?
Va detto che non tutti sono dello stesso parere. Per esempio, l'archè di Noè, sicuramente non sarà stato l'acqua.
Ma si sa, il bastian contrario esiste sempre (no, che non esiste!), come esiste l'esperto di qualcosa che alla fin fine non sa un granchè, ma siccome è esperto sembra sappia più degli altri.
Per questo io sono un vero acquedotto!
Io ho fatto un vero discorso che scorre come l'acqua ed è liscio come l'olio, che sta sopra l'acqua senza preoccuparsi di stare calpestando l'essenza della vita. E l'olio non è il solo!
Io merito applausi a scena aperta (a parte, o in parte mi va bene anche chiusa, basta che poi non si parte in quinta, e ci si appresti alla maturità)!
Io! Io! Io...Vado a fare altro, mi sono stancato.
Sono un acquedotto, mica un esperto dell'acqua!
(Lo scrittore ora non vi è).
E l'olio non è il solo!