Jennifer Corvino arriva in Svizzera per peseguire gli studi liceali in un collegio femminile direttamente dall'America. Bella fanciulla dagli occhi azzurri e i capelli appunto nero "corvino", figlia di un noto attore che purtroppo non può tanto dedicarle del tempo a causa della sua impegnativa carriera, nonchè una giovanissima Jennifer Connelly (premio OSCAR 2002 per il suo ruolo in
A Beautiful Mind) all'inizio della sua carriera. Jennifer pare una ragazza particolarmente bella si, ma affatto comune alle altre, in quanto ciò che principalmente terrorizza ragazzine (e non), comunemente insetti e animaletti simili, lei invece li ama, e loro sembrano pienamente ricambiarla. Dopo una prima e introduttiva sequenza che ci mostra una quattordicenne spaesata e scoraggiata a causa della perdita dell'autobus che avrebbe dovuto riportarla a casa, altra figlia di Argento, Fiore, meno conosciuta della più rinomata Asia, che si apre in maniera semplice, quasi serena e lieta, lungo una rigorosa valle Svizzera che si ricongiunge a dei monti innevati, sprofonda poi in una scena killer a dir poco cult: la ragazza viene aggredita, ferita poi successivamente massacrata e decapitata, in una grotta turistica, il vetro che limita la cascata dalla grotta le si infrange addosso per il forte impatto di questa contro la parete vetrosa. Infine il capo sanguinante dell'ormai deceduta fanciulla lo si vede fluire fra le onde della cascata e lungo un fiumiciattolo corrente. E poi quella che sembra un'immonda creatura, liberatasi precedentemente da resistenti catene inchiodate al muro, trascina il corpo privo di testa della malcapitata ragazza. Passano circa 8 mesi e appunto il ritrovamento della testa della vittima (il corpo invece pare scomparso), ormai in avanzato stato di decomposizione con tanto di larve che se ne cibano, le cosiddette "Grandi Sarcofaghe", definite così poichè più di qualunque altro animale e/o insetto avvertono l'odore di carne morta e se ne cibano. Qui ancor prima della stessa protagonista ci viene presentato il bizzarro entomologo, "insettologo", John McGregor (Donald Pleaselance), rimasto paralitico a seguire di un incidente, che successivamente risulterà vitale per le indagini della bella Jennifer. Il potere quasi divino della ragazza (o demoniaco? - "Belzebù", uno dei nomi del Diavolo nella Bibbia significa letteralmente "il signore delle mosche") ci vien mostrato poco per poco, dalla prima volta che la si vede, in macchina, in viaggio verso il colleggio che dovrebbe ospitarla, a fianco della gentile e affabile Mrs. Bruckner (Daria Nicolodi). Una vespa entra dal finestrino dell'automobile, cammina tranquillo sul braccio della dolce Jennifer, la compagna di viaggio e l'autista si spaventano invece, ma la ragazza li tranquillizza e gli chiede di non far del male all'insetto. L'arrivo al collegio non è dei migliori, la severa anche se sconvolgentemente bella direttrice la priva di un poster del padre e alla compagna di stanza, Sophie, nonchè futura vera amica di Jennifer, di non fumare. Le due stringeranno appunto una forte amicizia, in barba alle altre collegiali invidiose e pettegole. Ma è la notte che rappresenta il vero pericolo per la nostra Jennifer, ancor più di un certo mostro che sembra aggirarsi da quelle parti e mietere vittime coetanee; purtroppo la ragazza cade spesso durante il sonno in una sorta di trans, rendendola a conti fatti una semplice sunnambola, che però la indirizza prontamente e fermamente alle vittime proprio sul più barbarico delle loro uccisioni. Accade così la prima notte, in quella che pare una sequenza da videoclip musicale anni 80, dal montaggio stupefacente e dalla fotografia aurea, Jennifer si alza dal letto, ha dinanzi a se la stanza, poi le varie sale del collegio, ma attraverso i suoi occhi? Un lungo e pallido corridoio asttraversato da molteplici porte. Infine il suo stato di sunnambolismo la porta ignaramente lungo un cornicione del collegio, fine ad una parte ormai chiusa dello stesso collegio. E dinanzi ai suoi occhi l'uccisione dell'ennesima quattordicenne in fuga, sanguinante, terrorizzata, finita infilzata dalla bocca. Jennifer in uno stato leggermente più consapevole allora indietreggia, fa un gemito, continua per il cornicione, qui la struttura crolla per il decadimento della zona inutilizzata, lei scivola e si ritrova fra i cespugli del giardino, successivamente quasi investita da un'automobile. Dopo un'altra sequenza di semi-salvataggio da parte di due giovani in macchina, la ragazza capita in una tetra selva, qui una scimpanzè le da la mano e la porta in salvo, la scimpanzè è la fidata assistente del entomologo precedentemente descritto, i due stringeranno una buona amicizia che li porterà a concordare l'uno con l'altra grazie soprattutto alla passione condivisa per gli insetti. L'uno che vive questo mondo in maniera schematica e teorica, l'altra in maniera quasi materna, in quanto gli insetti la vedono come una guida e si preoccupano a loro volta quando la ragazza è pensosa. Il film succede poco a poco, dopo un altro efferato omicidio di cui in maniera impeccabile da un punto di vista stilistico ci viene mostrato solo il fine compiuto e non la causa, il tutto tramite un vermiciattolo strisciante fra le mani della ragazza che telepaticamente le trasmette la visione di quest'ultima fanciulla massacrata, con tanto di effetto "lente ifrangente" che pare un mosaico della stessa orribile vista ripetuta più volte quasi a rendere l'idea della vista in prima persona dello stesso insetto. Fra sequenze che hanno assolutamente del terrificante e disturbante, sicuramente con una minor dose di gore vista in altri film dello stesso Argento, comunque il film ci mostra altre sequenze che sono assolutamente degne di nota. Come quando le altre collegiali deridono e scherniscono la fanciulla verseggiando come degli insetti fra i vari "z-z-z-z" e "cre-cre" ed infine le dicono "Jennifer ti amiamo", qui la fotografia si tinge pacatamente di bianco, il vento si manifesta inspiegabilmente all'interno della stessa sala collegiale, i capelli di Jennifer cominciano a sventolare, la sua precedente espressione triste e offesa, si trasforma in un sorriso apparentemente angelico, poi un "Anch'io vi amo, tanto"...ad un tratto tutte le pareti esterni del collegio e le finestre vengono ricoperte da molteplici insetti e collegiali e isegnanti rimangono pietrificate da quel ronzio e da tale raggelante visione. Una scena assolutamente magnifica, probabilmente il vero cult dell'intero film, acompagnata per altro da una celebrazione musicale di Claudio Simonetti che nel cinema horror / thriller ha letteralmente fatto storia. L'oscuro e piovoso cielo di
Suspiria viene sostituito in questo film da un limpido biancastro cielo incontaminato, e ne conferisce un'atmosfera differente, sinceramente atipica e meno scontata. I paragoni col già citato
Suspiria comunque ci sarebbero, eppure entrambi hanno sia corpo che anima a se, il primo è concentrato maggiormente sulle varie uccisioni delle fanciulle dell'accademia di danza e limita non poco la caratterizzazione principale dei personaggi "positivi" per un esasperazione quasi caricaturale di quelli "negativi". Questo invece vanta un minor numero di sequenze gore e killer ma ne guadagna in ambito espressivo, sequenziale e caratteristico (le varie scene che mostrano lo straordinario potere di Jennifer come la già citata, la colonna sonora, tra lirica e rock, un contrasto tutt'altro che fatiscente, e le splendide scene di trans della ragazza che vaga per un aureo corridoio sconosciuto e il rapporto fra gli insetti e la ragazza, per non parlare dell'intero cast che in quanto a caratterizzazione è decisamente magnifico e meticolosamente dettagliato). Un film che nonostante gli anni non perde assolutamente il suo valore, anzi che ne guadagna di ulteriore, come un prezioso tesoro dal valore storico. L'atmosfera è una di quelle difficilmente riproponibili, stesso discorso và fatto per il lato narrativo (gli ultimi tre quarti d'ora esplodono letteralmente nel culmine del film), probabilmente il più bel film di Dario Argento, che deve sicuramente la sua fama a livelli internazionali proprio a film di questo calibro (questo oltre agli altri
Profondo Rosso,
Suspiria) e non ai suoi più recenti e a conti fatti mediocri
Non Ho Sonno,
Il Cartaio,
Il Fantasma dell'Opera,
Trauma e
Tenebre. Il finale non lascia certo una bella morale, come se il bello fosse buono e il brutto cattivo, eppure la stessa esasperazione del tema famiglia, la protettività per i propri membri familiari trasmette comunque l'idea di un universo interamente basato sull'idea spirituale religiosa della famiglia. Da citazione anche la scena in cui la povera Jennifer fa voltare il figlio di
dall'angolo di una gelida stanza ma ciò la fa pentire di averlo fatto. Un film non solo bello per ciò che trasmette, per quelle due ore circa di sano e puro terrore e sufficenti scene gore, fra molteplici cult del genere ma anche perchè ricco di tanta cretiva ispirazione, ciò rifacendoci al capolavoro videoludico di
Clock Tower, specie il primo episodio di questa leggendaria serie horror che vanta fin oggi ben 5 episodi in tutto (tra cui l'ultimo conosciuto come Haunting Ground), atmosfera, eventi e qualche dettaglio narrativo sono infatti praticamente identici, le forbici (arma principale del nemico del videogioco, prima arma del delitto nel film) e la stessa omonimia e somiglianza fisica fra le due protagoniste (Jennifer Corvino e Jennifer Simpsons) e l'infantilità corrotta, oltre che l'esponenzialità traumatica del tema famiglia, sono tutte somiglianze non casuali, in quanto lo stesso creatore di questa serie horror ha detto di essersi chiaramente ispirato ad un capolavoro cinematografico del genere horror di dieci anni addietro. Insomma Phenomena è un raro esempio completamente riuscito del genere horror, i motivi sono già stati precedentemente e più volte descritti, che deve esser visto da fans del genere e non (ma anche dai fans della serie Clock Tower attendendo l'uscita del film ufficiale tratto dal videogame il prossimo 2008), se non altro si godranno probabilmente uno dei film horror più belli di sempre e come sinceramente non se ne sono visti e probabilmente mai se ne vedranno.
5 su 5