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Resident Evil
Resident Evil
Titolo :Resident evil rebirth
Piattaforma: Nintendo Gamecube
Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Capcom
Distributore: CTO
Editore: Nintendo
Giocatori: 1
Lingua: parlato inglese, sottotitoli italiano
PEGI ratings: 18
1995, il mondo dei videogame sta per subire una svolta sostanziale, l’arrivo di una nuova console è imminente.
Piccola, con un supporto CD rivoluzionario per l’epoca e con potenzialità grafiche capaci di reggere il confronto con i migliori cabinati da sala giochi, è arrivata la PSX.
Il successo della console è in continuo aumento, tanto che nel 1996 buona parte delle persone è già in possesso di questo gioiellino, e chi ancora non lo ha è in procinto di acquistarlo.
Le ottime vendite, la grafica 3D capace di stupire e la voglia di tutte le software house di contribuire al successo della playstation, portano capcom a concepire un gioco, o per meglio dire, a creare un genere nuovo, che avrà un successo incredibile negli anni a venire, nasce il survival horror.
L’incubo senza fine
Ci troviamo in una tranquilla cittadina nel West degli stati uniti, Raccon City.
La cittadina è il più tranquillo, solare e pacifico posto che una persona normale, sommersa da stress e lavoro quotidiani, potrebbe desiderare per le vacanze.
Non per niente la maggiore risorsa economica di Raccon City è il turismo, ma non solo. La città riesce a sopravvivere grazie all’apparente normale lavoro di una grande multinazionale, la Umbrella corporation.
La vita sembra scorrere tranquilla come sempre, ma ultimamente sembra che abbiano luogo sempre più spesso misteriose sparizioni, e avvistamenti nei vicini boschi che circondano il villaggio.
Dietro tutto sembra esserci lo zampino della Umbrella Co., che è sospettata di svolgere pericolosi esperimenti genetici nella vicina villa degli Spancer, appena acquistata.
La gente inizia a essere preoccupata, e per porre rimedio il vicino distretto di polizia locale invia una delle due squadre che compongono la S.T.A.R.S., il team B.R.A.V.O., a indagare nella parte settentrionale dei boschi, dove sembra esserci stata l’ultima sparizione di alcuni campeggiatori.
Ma come si sa, in questi casi, nulla può andare per il verso giusto e quindi appena il team B.R.A.V.O. decolla per andare verso la meta, il contatto con l’elicottero viene perso.
A questo punto toccherà al secondo team della S.T.A.R.S., l’A.L.P.H.A. team, il compito di fare il sopralluogo nei posti prefissati, per cercare di venire a capo del mistero che avvolge Raccon City.
L’A.L.P.H.A. team riesce ad avvistare i resti dell’elicottero dei loro compagni, ma giusto il tempo di atterrare e constatare che non è rimasto nulla del B.R.A.V.O. team, che ecco che la squadra viene attaccata da dei lupi feroci e assettati di sangue, che uccidono un membro del gruppo e tentano di attaccare gli altri, che hanno però la fortuna di scorgere una grande villa, in cui riescono a rifugiarsi…ma sarà davvero fortuna?
L’ennesimo remake?
Una persona vedendo nei negozi Resident Evil potrebbe pensare al solito remake, copiato tale e quale dalla console di origine, cambiato solo di grafica, e messo negli scaffali dei negozi per attirare la gente nostalgica vogliosa di rigiocare le vecchie glorie del passato.
Ebbene, è qui che tutto ci dobbiamo ricredere guardando questa perla sfornata dalla capcom, visto che sebbene la storia paia quasi immutata, il gameplay ha subito delle notevoli migliorie, volte a rendere l’esperienza piacevole ai nuovi arrivati e assolutamente non noiosa ai giocatori di vecchia data che già hanno finito il gioco sull’indimenticabile PSX.
Ma andiamo con ordine: innanzitutto, la cosa principale che salta all’occhio inserendo il minidisc di RE nel proprio gamecube, è il lavoro maniacale svolto dai tecnici capcom al fine di rendere il gioco uno spettacolo visivo, capace di surclassare con facilità tutti i suoi colleghi su GC.
Ma del comparto tecnico ci occuperemo più approfonditamente nel paragrafo successivo.
Dopo lo spettacolo iniziale, grazie ad un filmato ad alto tasso di adrenalina che ci immergerà completamente nel gioco, i giocatori che avevano finito RE ai suoi tempi, si accorgeranno che qualche cosa è cambiata.
Entrando nella villa e iniziando a muoversi, salta subito all’occhio l’atmosfera diversa rispetto ad un tempo, visto che la villa è molto più grande che nel gioco originale e fuori sta infuriando un temporale, capace di illuminare la magione con i suoi terrificanti fulmini, rendendo il tutto davvero spaventoso.
Procedendo nel gioco, si vede che capcom in questi anni non è stata con le mani in mano, infatti è stata capace di apportare delle importanti modifiche al gameplay di questo RE. Per esempio ora il livello di difficoltà è parecchio più alto rispetto a prima, visto che i nemici, i famosi zombie creati dall’umbrella, sono capaci, una volta abbattuti, di rialzarsi, e dopo essersi rialzati vi assicuro che non saranno più docili come prima…infatti un’altra aggiunta fondamentale è quella che adesso i nemici andranno bruciati una volta “uccisi”(ma non sono già morti??!), per evitare di sprecare munizioni preziose al fine di continuare a sparare agli stessi zombie.
Il gameplay è poi stato “snellito”, e le azioni a disposizione dei nostri due eroi(Cris o Jill, a seconda di chi si decide di usare all’inizio dell’avventura) sono aumentate.
Per esempio ora sarà possibile piantare un coltello in testa agli zombie troppo molesti che ci disturberanno, oppure colpirli a distanza ravvicinata sempre con il coltello, che però non sarà più inutile come nei precedenti episodi della serie, ma si rivelerà un arma capace di allontanare efficacemente i nostri amici putrefatti.
L’avventura risulta molto più godibile anche grazie a delle animazioni più fluide e degli ottimi controlli che non ci disorienteranno mai, anche nelle situazioni più complicate, con molti zombi a tutti i lati dello schermo.
Infine il sistema di salvataggio è rimasto immutato rispetto ad un tempo, infatti dovremmo trovare i nastri d’inchiostro per usare la macchina da scrivere e quindi salvare la partita in corso.
Per chiudere il discorso sul gameplay, è d’obbligo dire, per chi ancora non lo sapesse, che RE si basa tutto sulla risoluzione di enigmi(volendo si può terminare l’avventura sparando soltanto ai boss, senza sprecare un colpo per altri motivi…) e quindi chi cerca uno sparatutto o un action rimarrà deluso.
Tecnicamente parlando
Ed eccoci arrivati a parlare di uno degli aspetti fondamentali di questo Resident Evil, l’aspetto tecnico.
Molti dicono che la grafica non è importante, è questa affermazione è vera, ma non valida per tutti i giochi. Infatti mentre un Super Mario qualsiasi rimarrebbe un capolavoro anche se avesse la grafica pessima, lo stesso non si può dire di questo Resident Evil.
Come già detto, l’attenzione per i dettagli che hanno avuto i tecnici capcom ha dell’incredibile. Con questo gioco si può notare quanto il gamecube sia potente e capace di generare effetti complessi e di qualsiasi genere. Per fare un esempio, una cosa che lascia impressionati sono le ombre in tempo reale e gli effetti luce in generale(per non parlare del fuoco, talmente fotorealistico che pare di sentirne il calore solo guardandolo) che non servono solo per stupire i videogiocatori, ma sono fondamentali al fine del gameplay, per far davvero morire di paura gli “spettatori”.
Un esempio lampante e che calza a pennello dopo la mia affermazione è questo:
-entrate in una stanza, si iniziano a sentire dei gemiti, ma purtroppo il buio non vi permette di vedere nulla e l’unica fonte di luce è il fievole raggio di luna che trapassa la finestra, è va ad illuminare il pavimento sporco di sangue…
la tensione inizia a salire, ma il vero “colpo” lo prenderete quando un fulmine illuminerà il tutto, mostrando quello che in cuor vostro sapevate già che sarebbe successo. Uno zombie sta strisciando verso di voi. Giusto il tempo di puntare la pistola, ed ecco che la luce non c’è già più, e voi potrete solo sperare che la mira automatica non vi inganni. Davvero spaventoso!
Ma gli effetti luce non sono l’unica cosa curata in questo RE, infatti anche le texture saranno capaci di lasciarvi a bocca aperta, perché neanche impegnandovi riuscirete a trovare un oggetto sgranato o mal realizzato, tutto vi sembrerà perfetto, dalla tavola gigante con sopra i resti di una cena ormai andata a male, alla bocca aperta di uno zombie che cercherà di mangiarvi vivi.
Tutto girerà fluido e senza rallentamenti; questo miracolo è possibile grazie all’ottima scheda grafica del cubo e alla grande memoria DRAM, ma anche grazie ad uno stratagemma adottato dai tecnici capcom, che grazie al sistema S3 texture decompression possono fare in modo di comprimere moltissimo le texture, senza perdere in qualità, ottenendo un effetto riuscitissimo.
Infine un ruolo fondamentale lo gioca anche il sonoro, capace di effetti sonori come spari, urla e gemiti che meriterebbero un oscar e che non faranno rimpiangere ai possessori di potenti impianti audio i soldi spesi.
Capolavoro completo?
Dopo aver terminato il gioco la mia risposta a questa domanda non può che essere un “si” e lo dico senza rimorsi o sensi di colpa.
Infatti questo Resident Evil è davvero ottimo in tutti i campi e non presenta difetti gravi di nessun tipo. La grafica, il sonoro, la longevità, l’atmosfera, tutte queste cose rese ad altissimi livelli e unite in un solo gioco, fantastico e incredibile.
Infine, quindi, consiglio il gioco a tutti, sia a chi l’aveva completato ai tempi della sua originale uscita su PSX, perché la trama ampliata e tutti gli altri pregi sopra elencati rendono questo remake praticamente un gioco nuovo e sia a chi non lo ha mai giocato, perché altrimenti si perde un vero capolavoro, il capostipite dei survival Horror.
In alternativa:Resident Evil Zero, Eternal Darkness
In alternativa non posso che consigliare Resident Evil Zero, un altro grande capolavoro di casa Capcom, che sebbene non raggiunga la magnificenza di questo capitolo, è capace di tenere con il fiato sospeso per tutto il corso dell’avventura e poi introduce una grossa novità, l’uso di due personaggi simultaneamente, che rendono gli enigmi molto più variegati.
Un altro gioco consigliato è eternal Darkness, fantastica alternativa capace di incollarti allo schermo dall’inizio alla fine, con una trama complessa e personaggi ben sviluppati.
Pro e contro:
+Grafica e sonoro senza precedenti(e senza successori…)
+Giocabilità bilanciata
+E’ il capostipite dei survival horror
-Trama simile all’originale
-Il ritmo del gioco potrebbe non piacere a tutti
-Ma davvero ci sono altri contro?
I voti:
Grafica 10/10
Sonoro 9,5/10
Longevità 8/10
Giocabilità 9/10
Globale:9/10
Come vi sembra??Commentate.
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Ultima modifica di kikorin; 30-04-2007 alle 18:11:02
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