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Orsù, vediamo di ripartire.
Orsù, vediamo se riesco a scrivere qualcosa di decente.
Orsù, vediamo se comincio.
Orsù, andrò a scuola.
Arrivo in classe in ritardo. Ed ecco, come al solito, i miei compagni.
- cos'è, anche oggi sei stato mezz'ora affacciato sul terrazzo ad urlare "nuvola speeeeedy!"?
- sciocchi! E' forse colpa mia se ce l'ha sempre quel maledetto di mio fratello, visto che ancora non sa volare?
Ma sono veramente degli sciocchi.
Pensate, sono già morti.
E non lo sanno.
- Ai vostri corpi rimangono ancora...tre secondi.
Il sensei li salva anche stavolta. Entra in classe e come al solito vuole che esca io. E' invidioso del fatto che sono giovane e già così incredibilmente ricco di talenti. Altrimenti non sarei potuto essere il protagonista di questo manga, del resto.
Vado in bagno, dove le mie compagne come al solito si stanno filmando col cellulare seminude in atteggiamenti intimi, ma non le guardo nemmeno. Preferisco guardare nello specchio, ed eccomi lì! Col mio incredibile sharingan ipnotico. Ah, povero professore. Dovrò starci attento, l'invidia è una stilla di follia nel cuore degli uomini. Come del resto è nel cuore di mio fratello. Dannato...
Finalmente arriva l'ora di pranzo, perciò mi riunisco ai miei poveri compagni già-morti-non-morti (è così inefficiente la Morte, così distratta a comparire in tanti di quei manga che ormai lascia che dei cadaveri camminino ancora per le strade) e vado a mensa. Mi siedo in un angolo, da solo, lontano da tutti, ma anche dal sale. Ma non c'è problema, posso allungare i miei arti e prendere tutto ciò che mi serve, compresi due coltelli ai miei compagni. Coi quali posso allenarmi per battere il mio nemico (che non è mio fratello, stavolta, ma Don Gino, giù in parrocchia, con quel suo crocifisso dorato...). "Tecnica delle tre spade!". Il pollo si arrende, senza opporre resistenza. E' giusto così.
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