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Vecchio 24-06-2007, 00:04:13   #1
Sophiele
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Storia ancora senza nome : Primo Capitolo

Erano stanchi, stanchissimi della solita storia.

Una stupidissima casa costruita su una stupidissima collina appena fuori città, che a vederla da lontano sembrava proprio il seno di una donna.
Lui era semplicemente uno di quei soggetti che a scuola si siedono all'ultimo banco e non fanno mai amicizia con nessuno, chiuso a sentire il suo fottuto lettore mp3 con la playlist che non cambiava da 6 mesi, causa pigrizia immensa.
Cosi', ascoltava ripetutamente la stessa canzone, questo lo irritava, e non faceva che crescere il suo odio verso tutto cio che lo circondava.
In passato, aveva pensato bene di farsi una cultura sui samurai, in molto hanno cercato di dissuaderlo, andare in giro con una spada di legno attaccata ai jeans non era esattamente un colpo di genio, ma lui non sentiva nessuno, e niente lo scalfiva.
Per non parlare della spada di legno... Lei ne sapeva dei samurai, quanto una bustina di the' ne sapeva della storia della compagnia delle indie..
Geny era il nome del pazzo, o meglio, pazzo era il nome che avevano dato a Geny, e nessuno avrebbe mai pensato che un giorno, sarebbero stati tutti insieme in quella stupida casa sulla collina a forma di seno, a bere quel bicchiere di vino bianco acido, vecchio di due sere.

Geny, come abbiamo detto sopra, era impegnato sempre ad ascoltare quel suo stupido walkman, aveva dei lunghi capelli neri e lisci, se li legava con una coda alta delle volte, gli occhi azzurro cielo, un piccolo neo sotto l'occhio sinistro, il naso con lineamenti delicati, e un espressione seria e matura, nonostante avesse solo una ventina di anni alle spalle.
Lui era diverso dagli altri, nessuno lo accettava, perche' lui non cercava di cambiare per piacere agli altri, lui voleva essere cosi', e se doveva essere accettato, voleva che fosse stato per quello che era realmente. Un ragazzo orgoglioso, e forse, aveva molte piu' cose da dire di tante persone della sua eta', che valevano la meta' di lui, ma erano assai piu conosciuti e stimati.
Certe volte lo potevi vedere scuotere la testa in segno di disapprovazione, quando vedeva qualche brutto ragazzo, con una tipa al seguito. Lui non era brutto affatto, ma il suo carattere schivo e serioso, allontanava un po' tutti quanti.

Cosi' Geny continuava ogni giorno la sua vita, con le cuffie nelle orecchie, e la musica come unica amica. Le sue giornate erano tutte molte simili, almeno fino a quando non incontro', un altro insolito soggetto... Nel frattempo si limitava alla sua routine, svegliarsi la mattina e pensare che i suoi capelli erano o troppo lunghi, o troppo lisci, o troppo crespi, ma la cosa che lo faceva stare meglio in assoluto, era pensare subito dopo, che 'non gliene fregava un cazzo'.

Per una strana coincidenza, 'non me ne frega un cazzo', era anche quello che stava pensando un altro strano tipo dall'altra parte della città, mentre sputava un osso di ciliegia sul viso della sua donna che aveva appena saputo di essere stata tradita.

Alex era un ragazzo qualsiasi, moro con una piccola crestina in testa, occhi neri, con un tatuaggio a forma di punto interrogativo dietro il lobo dell'orecchio sinistro, gli piaceva stare sdraiato sul suo letto a guardare il soffitto e pensare a cose assurde, diceva a tutti che non c'era cosa piu' bella di arrivare ad un pensiero intelligente, pensando a cose idiote. Amava le ragazze, e anche se non era bellissimo, sembrava piacere anche lui a loro. Per molto tempo ogni volta che veniva mollato, si riprometteva sempre di cambiare di diventare una persona migliore, ma per un caso o l'altro, rimaneva sempre uguale, o addirittura peggiorava.
Era un ragazzo estremamente socievole, e sebbene la maggior parte delle volte che interloquiva con qualcuno se ne andava a meta' discorso senza dire nulla e lasciando l'altro a parlare da solo, era assai stimato dalle persone intorno a lui.
Alex era esattamente l'esempio di persona adatta alle pubbliche relazioni, passava da stupido e sempliciotto, ma in realta' aveva la testa che gli girava a mille.
Non aveva mai sopportato il suo cervello, diceva che gli era di impiccio, aveva avuto mille battibecchi con lui, ma poi era arrivato alla conclusione che non poteva fare a meno di pensare, e aveva accettato tutto cio' sfruttandolo a suo favore.
Pensare era un brutto affare, ed era estremamente pericoloso, spesso lo metteva davvero nei casini, bastava tornare di qualche giorno indietro per ricordare la figura del cazzo che aveva fatto, quando aveva pensato bene, di mentire sulla sua vita ad una ragazza che aveva conosciuto in un bar, dicendogli di possedere una catena di negozi con marchi famosi e di avere un sacco di soldi. Quella sera' riusci' a portarsi a letto la ragazza, ma lei inizio a pedinarlo e quando scopri' di essere stata presa per il culo, purtroppo per Alex, inizio' lei ad usare il cervello...
La tipa, che Alex definiva, drammaticamente dolce, era entrata nella sua auto con aria indignata, dopo aver saputo di essere stata bidonata. Voleva andare a casa a sfogarsi un po', a chiamare la sua amica, e a mangiare una scatola di gelato confezionato, ma per una incredibile coincidenza, quando vide Alex camminare per strada, spinse con il piede sull'accelleratore quel tanto che bastava per metterlo sotto...

Aveva battuto un po' la testa, ma stava bene, e ricordava poco e niente dell'accaduto, si accorse pero' di sentire uno strano fischio nelle orecchie, che prima non sentiva...
Era stordito doveva tornare a casa per riprendersi, una doccia fredda l'avrebbe aiutato.



(il primo capitolo, la storia in generale parla dell'incontro di un emarginato, e un ragazzo fin troppo socievole, diciamo che i due soggetti sono esistenti, tutto cio' perche non avendo esperienza in queste cose, magari mi riesce piu facile descriverli, e ho piu idee, molti dei lati dei tipi descritti, rispecchiano davvero la realta, poi ovvio, e' romanzato assai)

fatemi sapere cmq, so' che non e' molto questo per giudicare, e cmq se ci sono correzzioni da fare ditemelo che le faccio. grazie e bella

Jack
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Vecchio 24-06-2007, 00:10:27   #2
Oppsynsmann
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E' un buon inizio, la descrizione è molto concisa e dettagliata, ma per nulla ampollosa.

Aspetto i prossimi capitoli, te la cavi a scrivere, complimenti
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Vecchio 24-06-2007, 12:18:04   #3
breznev
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diamine che descrizione accurata. Lunghetta, ma fatta molto bene
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Vecchio 24-06-2007, 12:23:36   #4
darkgiulio93
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Sophiele
Erano stanchi, stanchissimi della solita storia.

Una stupidissima casa costruita su una stupidissima collina appena fuori città, che a vederla da lontano sembrava proprio il seno di una donna.
Lui era semplicemente uno di quei soggetti che a scuola si siedono all'ultimo banco e non fanno mai amicizia con nessuno, chiuso a sentire il suo fottuto lettore mp3 con la playlist che non cambiava da 6 mesi, causa pigrizia immensa.
Cosi', ascoltava ripetutamente la stessa canzone, questo lo irritava, e non faceva che crescere il suo odio verso tutto cio che lo circondava.
In passato, aveva pensato bene di farsi una cultura sui samurai, in molto hanno cercato di dissuaderlo, andare in giro con una spada di legno attaccata ai jeans non era esattamente un colpo di genio, ma lui non sentiva nessuno, e niente lo scalfiva.
Per non parlare della spada di legno... Lei ne sapeva dei samurai, quanto una bustina di the' ne sapeva della storia della compagnia delle indie..
Geny era il nome del pazzo, o meglio, pazzo era il nome che avevano dato a Geny, e nessuno avrebbe mai pensato che un giorno, sarebbero stati tutti insieme in quella stupida casa sulla collina a forma di seno, a bere quel bicchiere di vino bianco acido, vecchio di due sere.

Geny, come abbiamo detto sopra, era impegnato sempre ad ascoltare quel suo stupido walkman, aveva dei lunghi capelli neri e lisci, se li legava con una coda alta delle volte, gli occhi azzurro cielo, un piccolo neo sotto l'occhio sinistro, il naso con lineamenti delicati, e un espressione seria e matura, nonostante avesse solo una ventina di anni alle spalle.
Lui era diverso dagli altri, nessuno lo accettava, perche' lui non cercava di cambiare per piacere agli altri, lui voleva essere cosi', e se doveva essere accettato, voleva che fosse stato per quello che era realmente. Un ragazzo orgoglioso, e forse, aveva molte piu' cose da dire di tante persone della sua eta', che valevano la meta' di lui, ma erano assai piu conosciuti e stimati.
Certe volte lo potevi vedere scuotere la testa in segno di disapprovazione, quando vedeva qualche brutto ragazzo, con una tipa al seguito. Lui non era brutto affatto, ma il suo carattere schivo e serioso, allontanava un po' tutti quanti.

Cosi' Geny continuava ogni giorno la sua vita, con le cuffie nelle orecchie, e la musica come unica amica. Le sue giornate erano tutte molte simili, almeno fino a quando non incontro', un altro insolito soggetto... Nel frattempo si limitava alla sua routine, svegliarsi la mattina e pensare che i suoi capelli erano o troppo lunghi, o troppo lisci, o troppo crespi, ma la cosa che lo faceva stare meglio in assoluto, era pensare subito dopo, che 'non gliene fregava un cazzo'.

Per una strana coincidenza, 'non me ne frega un cazzo', era anche quello che stava pensando un altro strano tipo dall'altra parte della città, mentre sputava un osso di ciliegia sul viso della sua donna che aveva appena saputo di essere stata tradita.

Alex era un ragazzo qualsiasi, moro con una piccola crestina in testa, occhi neri, con un tatuaggio a forma di punto interrogativo dietro il lobo dell'orecchio sinistro, gli piaceva stare sdraiato sul suo letto a guardare il soffitto e pensare a cose assurde, diceva a tutti che non c'era cosa piu' bella di arrivare ad un pensiero intelligente, pensando a cose idiote. Amava le ragazze, e anche se non era bellissimo, sembrava piacere anche lui a loro. Per molto tempo ogni volta che veniva mollato, si riprometteva sempre di cambiare di diventare una persona migliore, ma per un caso o l'altro, rimaneva sempre uguale, o addirittura peggiorava.
Era un ragazzo estremamente socievole, e sebbene la maggior parte delle volte che interloquiva con qualcuno se ne andava a meta' discorso senza dire nulla e lasciando l'altro a parlare da solo, era assai stimato dalle persone intorno a lui.
Alex era esattamente l'esempio di persona adatta alle pubbliche relazioni, passava da stupido e sempliciotto, ma in realta' aveva la testa che gli girava a mille.
Non aveva mai sopportato il suo cervello, diceva che gli era di impiccio, aveva avuto mille battibecchi con lui, ma poi era arrivato alla conclusione che non poteva fare a meno di pensare, e aveva accettato tutto cio' sfruttandolo a suo favore.
Pensare era un brutto affare, ed era estremamente pericoloso, spesso lo metteva davvero nei casini, bastava tornare di qualche giorno indietro per ricordare la figura del cazzo che aveva fatto, quando aveva pensato bene, di mentire sulla sua vita ad una ragazza che aveva conosciuto in un bar, dicendogli di possedere una catena di negozi con marchi famosi e di avere un sacco di soldi. Quella sera' riusci' a portarsi a letto la ragazza, ma lei inizio a pedinarlo e quando scopri' di essere stata presa per il culo, purtroppo per Alex, inizio' lei ad usare il cervello...
La tipa, che Alex definiva, drammaticamente dolce, era entrata nella sua auto con aria indignata, dopo aver saputo di essere stata bidonata. Voleva andare a casa a sfogarsi un po', a chiamare la sua amica, e a mangiare una scatola di gelato confezionato, ma per una incredibile coincidenza, quando vide Alex camminare per strada, spinse con il piede sull'accelleratore quel tanto che bastava per metterlo sotto...

Aveva battuto un po' la testa, ma stava bene, e ricordava poco e niente dell'accaduto, si accorse pero' di sentire uno strano fischio nelle orecchie, che prima non sentiva...
Era stordito doveva tornare a casa per riprendersi, una doccia fredda l'avrebbe aiutato.



(il primo capitolo, la storia in generale parla dell'incontro di un emarginato, e un ragazzo fin troppo socievole, diciamo che i due soggetti sono esistenti, tutto cio' perche non avendo esperienza in queste cose, magari mi riesce piu facile descriverli, e ho piu idee, molti dei lati dei tipi descritti, rispecchiano davvero la realta, poi ovvio, e' romanzato assai)

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ommiodio sei bravo lo sai
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Vecchio 24-06-2007, 12:36:49   #5
Carmine_XX
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davvero ben fatto
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Vecchio 24-06-2007, 20:40:15   #6
Sophiele
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Chapter 2

Alex era innervosito ed irritato, sentiva la strana voglia di prendere a calci nel culo il primo stronzo che si trovava davanti. Gli succedeva ogni volta che si sentiva sconfitto o umiliato, e questo era uno di quei momenti. Si alzo’ in fretta cercando di rimettere insieme i pezzi. Lo avevano messo sotto, ma chi era stato? E sopratutto lo aveva fatto di proposito?
Iniziò ad incamminarsi lungo la strada che portava verso casa sua, decise che era meglio non pensare troppo a queste cose, poteva rivelarsi pericoloso. Era dall’altra parte della citta, ma con un po’ di fortuna sarebbe riuscito a prendere l’autobus che lo avrebbe portato velocemente nella sua zona.
Camminava con la sua solita aria leggera, di chi crede di essere qualcuno di importante, aveva le mani in tasca, e con le dita di una mano giocherellava con un accendino, mentre con quell’altra con una moneta. Percorreva velocemente i tratti di strada e anche se si era promesso di non farlo, stava cercando di capire chi potesse essere quel bastardo che lo aveva messo sotto e lasciato a terra privo di sensi… Fino a quando non si accorse di avere un buco nei pantaloni.
Giro’ l’angolo della strada bestemmiando per il buco nei suoi cazzo di pantaloni firmati, e guardava il cielo con odio, e per questo motivo non si accorse che dritto davanti a lui, qualcosa stava per colpirlo… Di nuovo.

’’Ahi cazzo!’’ Fu’ l’unica cosa che in quel momento venne da dire ad Alex, dopo essersi scambiato una capocciata con uno strano tipo con una spada di legno attaccata ai jeans.
’’Coglione, vuoi guardare dove cazzo vai?’’ Disse con un tono di voce basso e serio lo sconosciuto.
’’Ma dove cazzo vai te, con quella stupida spada giocattolo attaccata ai jeans casomai…’’

Lo sconosciuto, come potrete aver capito, non era nient’altro che Geny, si proprio lui, quel ragazzo un po’ solo, ed orgoglioso, ed ecco perche non gli era andato giu’ il commento di Alex sulla sua spada di legno. Quella spada era frutto di un lavoro di molto tempo passato a levigare il legno con carta vetrata e vari tipi di coltelli, inoltre Geny non riusciva’ a comprendere come si permetteva un tipo del genere di chiamare spada giocattolo il suo Bokken.
Per questo motivo, o forse perche’ gli giravano le palle, per il fatto che i suoi capelli quel giorno erano troppo crespi, Geny decise, che quel coglione vestito a festa, meritava una punizione.

Peccato che Alex ci aveva gia pensato prima, e in poco tempo Geny si ritrovo un pugno stampato tra gli occhi. Questo all’inizio per Geny fu’ una sorpresa, infatti solo dopo vari giorni realizzo’ che forse era stato colpito perche’ aveva passato troppo tempo a riflettere su come avrebbe dovuto stendere il fendente con il suo Bokken, e che forse sarebbe stato meglio agire un pochino prima.
Purtroppo per Alex anche lui fece un grave errore di valutazione a credere che l’idea migliore poteva essere quella di continuare per la sua strada dando le spalle a quello che lui aveva gia iniziato a definire ‘lo stupido capellone con stupida spada di legno attaccata ai pantaloni’. Infatti anche se era riuscito ad assestargli un bel colpo tra gli occhi, non pote’ fare a meno, di beccarsi un bel colpo di ‘stupida spada giocattolo’ in mezzo ai gioielli di famiglia.

’’Oh no, ancora’’ Penso’ Alex cadendo di nuovo a terra.
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Vecchio 24-06-2007, 21:51:10   #7
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bella, mi piace assai, ma secondo il mio modesto parere le scene come quella del l'incontro/pestaggio dovrebbero contenere meno descrizioni della psicologia dei due e più azione. comunque bella davvero.
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Vecchio 24-06-2007, 21:59:27   #8
Sophiele
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bella, mi piace assai, ma secondo il mio modesto parere le scene come quella del l'incontro/pestaggio dovrebbero contenere meno descrizioni della psicologia dei due e più azione. comunque bella davvero.
la mia idea, e' proprio quella di estrapolare i pensieri dei ragazzi, per questo motivo ho preso dei soggetti e una storia che e' davvero successa, ovviamente romanzandola.
Sto cercando di rendere naturale la scrittura, non ci penso troppo, e magari ci ripasso una correttura per 2\3 volte (tanto poi va a finire che qualcosa di sbagliato ce lo ritrovo anche dopo)

cmq e' un esperimento che voglio fare, se riesco a scrivere qualcosa di sensato per un tot di tempo magari poi puo' anche uscire qualcosa di piu'... di piu' che una semplice storia.

boh vediamo comunque, non ho idea : )
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Vecchio 24-06-2007, 22:00:18   #9
Carmine_XX
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Vecchio 24-06-2007, 22:35:20   #10
Jurambalco
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Sophiele
la mia idea, e' proprio quella di estrapolare i pensieri dei ragazzi, per questo motivo ho preso dei soggetti e una storia che e' davvero successa, ovviamente romanzandola.
Sto cercando di rendere naturale la scrittura, non ci penso troppo, e magari ci ripasso una correttura per 2\3 volte (tanto poi va a finire che qualcosa di sbagliato ce lo ritrovo anche dopo)

cmq e' un esperimento che voglio fare, se riesco a scrivere qualcosa di sensato per un tot di tempo magari poi puo' anche uscire qualcosa di piu'... di piu' che una semplice storia.

boh vediamo comunque, non ho idea : )
Se hai intenzione di puntare tutto sui pensieri dei due personaggi ti consiglierei allora di usare una narrazzione in prima persona cambiando soggetto ogni tanto. Il discorso indiretto libero che stai usando infatti alla lunga porta a confondere un bel po' le cose. Inoltre devi stare molto attento a rispettare i tempi (non quelli verbali, ma quelli della narrazione) in quanto spesso incavvi in vistose incongruenze come
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Cosi' Geny continuava ogni giorno la sua vita, con le cuffie nelle orecchie, e la musica come unica amica. Le sue giornate erano tutte molte simili, almeno fino a quando non incontro', un altro insolito soggetto... Nel frattempo si limitava alla sua routine,
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Pensare era un brutto affare, ed era estremamente pericoloso, spesso lo metteva davvero nei casini, bastava tornare di qualche giorno indietro per ricordare la figura del cazzo che aveva fatto, quando aveva pensato bene, di mentire sulla sua vita ad una ragazza che aveva conosciuto in un bar, dicendogli di possedere una catena di negozi con marchi famosi e di avere un sacco di soldi. Quella sera' riusci' a portarsi a letto la ragazza, ma lei inizio a pedinarlo e quando scopri' di essere stata presa per il culo, purtroppo per Alex, inizio' lei ad usare il cervello...
La tipa, che Alex definiva, drammaticamente dolce, era entrata nella sua auto con aria indignata, dopo aver saputo di essere stata bidonata. Voleva andare a casa a sfogarsi un po', a chiamare la sua amica, e a mangiare una scatola di gelato confezionato, ma per una incredibile coincidenza, quando vide Alex camminare per strada, spinse con il piede sull'accelleratore quel tanto che bastava per metterlo sotto...
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Peccato che Alex ci aveva gia pensato prima, e in poco tempo Geny si ritrovo un pugno stampato tra gli occhi. Questo all’inizio per Geny fu’ una sorpresa, infatti solo dopo vari giorni realizzo’ che forse era stato colpito perche’ aveva passato troppo tempo a riflettere su come avrebbe dovuto stendere il fendente con il suo Bokken, e che forse sarebbe stato meglio agire un pochino prima.
Purtroppo per Alex anche lui fece un grave errore di valutazione a credere che l’idea migliore poteva essere quella di continuare per la sua strada dando le spalle a quello che lui aveva gia iniziato a definire ‘lo stupido capellone con stupida spada di legno attaccata ai pantaloni’. Infatti anche se era riuscito ad assestargli un bel colpo tra gli occhi, non pote’ fare a meno, di beccarsi un bel colpo di ‘stupida spada giocattolo’ in mezzo ai gioielli di famiglia.
Ipotizzo che tu ti riferisca al passato per questi eventi in quanto non sono altri che dei flashback e l'azione si svolge nella casa in collina. Ma se è così allora c'è molta confusione e ti consiglio di rivedere un po' tutti i periodi. C'è da aggiungere che alcuni comportamenti sono un po' innaturali, come vedere un tizio che viene investito, si dice che sarebbe pericoloso pensare a chi sia stato e rimettersi a camminare come se niente fosse. Lo stesso nel vedere uno che esclama "Oh no, ancora!" beccandosi una spadata nei coglioni invece che una sonora bestemmia.
Inoltre, e questo è un giudizio molto più soggettivo, ti do atto che le descrizioni sono ben particolareggiate sia per i personaggi che per le azioni, ma trovo che si accavallino un po' troppo l'un l'altra creando uno scompiglio nell'attenzione del lettore. Se ti soffermassi su periodi un po' più lunghi e su frasi maggiormente complesse, evitando di correre con la scrittura, a mio avviso risulterebbe una lettura più tranquilla e, quindi, coinvolgente.
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Vecchio 24-06-2007, 22:39:26   #11
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[quote=Jurambalco]Se hai intenzione di puntare tutto sui pensieri dei due personaggi ti consiglierei allora di usare una narrazzione in prima persona cambiando soggetto ogni tanto..... CUT CUT CUTquote]


diciamo che e' il commento migliore che ho sentito ora, ed e' quello che per ora puo' aiutarmi un po di piu'. come puoi notare si nota molto il fatto che non ho mai scritto nulla seriamente, quindi come tempi e stili di narrazzione sono povero, in ogni caso grazie ancora.

aggiungo che a mio avviso, visto che comunque sono gia al 4 capitolo ma non li metto tutti subito, molte cose poco chiare, lo diventano di piu andando avanti.

infatti finito il secondo capitolo, si torna avanti di 3 giorni a quando alex sputa il nocciolo della ciliega in faccia alla sua oramai ex.
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Ultima modifica di Sophiele; 24-06-2007 alle 22:50:04
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Vecchio 24-06-2007, 22:41:33   #12
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[quote=Jurambalco]Inoltre devi stare molto attento a rispettare i tempi (non quelli verbali, ma quelli della narrazione) in quanto spesso incavvi in vistose incongruenze come
Ipotizzo che tu ti riferisca al passato per questi eventi in quanto non sono altri che dei flashback e l'azione si svolge nella casa in collina.quote]

vediamo non ho capito bene il punto.. ti spiego cosa facevo io..
tutto inizia dalla casa nella collina, che non e' altro che quella che poi diverra' quando ci arrivero', l'inizio della fine della storia.

in pratica e' il narratore che racconta la storia che e' avvenuta prima.
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vediamo non ho capito bene il punto.. ti spiego cosa facevo io..
tutto inizia dalla casa nella collina, che non e' altro che quella che poi diverra' quando ci arrivero', l'inizio della fine della storia.

in pratica e' il narratore che racconta la storia che e' avvenuta prima.
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Vecchio 24-06-2007, 22:48:08   #14
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Vecchio 25-06-2007, 14:12:44   #15
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Chapter 3

Non era un tipo sensibile, ne gentile, non era neanche solito a rispondere bene alle provocazioni, ma alzandosi Alex, dopo aver notato che quel giorno non gliene era andata bene una, decise di non reagire piu’. Guardo’ negli occhi Geny con espressione naturale e serena, e decise di andarsene per la sua strada.
Nessuno sa’ cosa passasse nella mente di Alex… Per la prima volta non reagi’, forse aveva semplicemente paura che qualcosa di piu grande e potente di lui quel giorno avesse voluto punirlo. Diceva di non credere a nulla, e a nessuno, pensava che c’era qualcosa, ma che non era quello che tutti descrivevano nei loro libri sacri. Ultimamente pero’ tutto sembrava ritorcesi contro di lui.
Odiava farsi vedere infelice e triste, lui voleva essere per tutti una persona felice e solare, un esempio da seguire, la leggerezza in persona, eppure certe volte non poteva fare altro che stare giu’, e quando gli succedeva non usciva di casa anche per settimane fino a quando non si era ripreso, se qualcuno lo avesse visto cosi giu’ di morale, non avrebbe mai potuto essere, o meglio, sembrare quello che voleva essere. Cosi’ quel giorno decise di andarsene e lasciare stare tutto.

Ora ci si era messa anche la sua ragazza, l’aveva lasciato, e gli aveva detto tante di quelle cattiverie che il suo ego quasi stava cedendo, l’unica cosa che venne di fare ad Alex in quel momento, fu’ pensare che in fondo non gliene fregava un cazzo, e mentre l’esemplare incazzato di donna continuava a vomitare insulti e brutte parole, lui finiva di masticare la ciliega, ma senza rovinare l’osso che gli avrebbe poco dopo sputato in faccia, stanco di sentirla ‘Blabbeggiare’.
’Blabbeggiare’ era per Alex quello che tutte le donne facevano, blabbeggiavano, su quanto erano belle le nuove scarpe della loro amichetta del cuoricino del cazzo, blabbeggiavano sul fatto che lui passava molto piu’ tempo con i suoi amici che con loro, blabbeggiavano su tutto, non facevano altro che blabbeggiare, lui odiava il blabbleggio.

Appena il nocciolo della ciliegia colpi sul naso la ‘blabbleggiatrice’ scese il silenzio, per un attimo gli occhi di lei diventarono rossi di ira, poi fece un bel respiro liberatorio, prese la sua borsa e usci’ dalla porta di casa sbattendola. Solo quando scese per strada, continuo’ a ‘blabbeggiare’ tra se’ e se’.

’’Finalmente silenzio, cazzo’’ Penso’ Alex sdraiandosi sul suo comodo letto a due piazze, dove ovviamente amava dormire da solo, nelle peggiori posizioni mai viste nella storia dell’intera umanita’. C’era qualcosa di strano in lui, nonostante avesse tante persone intorno, che lo stimavano, si sentiva solo, sempre, gli mancava qualcosa, cercava di conoscere sempre piu’ gente possibile, e delle volte era chiaro anche a se stesso il motivo per cui faceva tutto cio’.

Lo faceva per trovare la persona che non lo avrebbe piu’ fatto sentire solo, ma non era mai accaduto. Gli fischiava di nuovo l’orecchio, da dopo l’incidente quella chiavica di fischio aveva deciso di non lasciarlo in pace, e questo lo innervosiva ancora di piu’. Era tardo pomeriggio, e Alex decise che farsi una doccia e uscire per distrarsi un po’ era la cosa migliore da fare.
Mentre si alzava ancora quel dolore alle palle...


’’Cazzo di spadina di merda… che male’’

Prese il suo cambio, il suo asciugamano bianco e morbido e ando’ a farsi una rinfrescante doccia per schiarirsi le idee prima di uscire a fare quattro passi e magari passare a prendere una birretta al Riki X Bar.
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