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Vecchio 25-07-2007, 12:42:16   #1
Mangus
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Apatia da videogioco: giocare a 30 anni

E' da un po' che penso a questo argomento, e se non erro e' stato trattato anche in un articolo in uno degli ultimi numeri di Videogiochi.

Ho 29 anni suonati, da sempre straappassionato di videogiochi: fin da quando avevo un eta' ad una cifra, e i miei non mi hanno mai voluto comprare l'atari/nintendo/c64/amiga/sega di turno, costringendomi a trasferte dai miei compagni di scuola per giocare ogni volta ce ne fosse l'occasione.
Fin da quando ho comprato il mio primo pc a 10 anni, un 8086 a 8mhz, che ho imparato come molti, ad usare da autodidatta, con il mitico MS-DOS 3.30

I primi giochi giocati "a casa mia".

Bei ricordi.

L'evoluzione del gaming seguita da vicino per tanti lustri.

I ricordi piu' belli sono legati agli anni in cui ho "vissuto" on line con i clan di counterstrike agli albori del netgaming.
Passione pura.

Qualsiasi gioco che compravo (perche' se mi piacevano li compravo, poche storie), mi appassionava, vi dedicavo ore e ore (con i conseguenti risultati scolastici). Ogni nuova demo era un emozione. Ogni scatola aperta una gioia.

La mia ragazza mia assecondava, anche a lei piaceva giocare, e i miei genitori erano tutto sommato contenti che passassi il tempo a giocare, ridendo e scherzando con gli amici, piuttosto che a sballarmi il sabato sera in discoteca come altri miei coetanei.
Ma non per questo ero sempre fossilizzato davanti al monitor...avevo la mia tranquilla vita sociale

Tutto questo preambolo...per arrivare a cosa ?
Semplice...per arrivare al fatto che anche oggi, alla soglia dei 30 anni, la passione che mi lega ai videogiochi e' restata immutata.
E' indubbiamente una passione piu' seria. Legata molto al retrogaming, e alla storia dei vg stessi. Al loro impatto sociale, a come hanno cambiato la società e il nostro modo di vivere. Argomenti che mi appassionano molto.
Mi piace giocare, compro ancora giochi....ma....

Ma sono i giochi a non appassionarmi....
Non so, dentro di me la scintilla c'e' ancora, ma quando carico un nuovo gioco, troppo spesso e' come se pensassi "beh...tutto qui ?"
Ci gioco, magari lo finisco....pero' sempre meno tempo continuativamente...e spesse volte mi viene pure sonnolenza dopo 10 minuti...

Sono vecchio e rincoglionito, oppure e' cambiato qualcos'altro ?

Ho tutte le console della precedente generazione (piu' tante altre molto precedenti), e appena uscito ho comprato il Wii (prima console che compro al lancio, tanto era l'attesa).
Entusiasmo iniziale per tutte queste...scemato sempre con il tempo....
Zelda ? Bellissimo, l'ho finito...ma....hmpf....

Fable ? Molto bello ma....hmpf....
ecc...

E' una forma d'apatia videoludica.
Resto sbalordito spesso da molti nuovi giochi...ma quando mi ritrovo li...a giocarci "seriamente"...c'e' qualcosa che mi fa strano...come se mi buttasse giu'...

Eppure la qualita' di molti titoli e' elevatissima. Ci sono giochi dall'enorme spessore. Giochi divertenti. Giochi appassionanti. Sono cose che vedo, sento e riconosco sulla mia pelle.
Ma all'atto pratico non c'e' piu' quell'empatia tra me e il videogioco che c'era anche solo fino a qualche anno fa.

Colpa forse del poco tempo che posso dedicarci, tra lavoro, gestione della casa, e convivenza ?
Colpa di un modo diverso di astrarmi dal quotidiano, acquisito nel tempo, crescendo ?
Oppure -ribadisco- sono sempre piu' rincoglionito ?

Nonostante cio', non riesco a staccarmene. Compro i titoli che mi piacciono di piu', e nel (poco) tempo libero cerco di giocarci al meglio, anche se dopo 20 minuti mi passa la voglia.
Leggo, mi documento, guardo video e controllo date d'uscita.
M'informo sulla storia della Nintendo, e sui motivi che hanno portato sega ad alzare bandiera bianca, o l'atari a fallire anni fa.
Leggo con interesse come la commodore ha gettato al vento la sua posizione dominante, e mi studio l'ascesa di playstation.
Carico l'ultimo acquisto nel mio DS, e ci gioco mentre faccio la mia seduta riflessiva quotidiana.

Non riesco a staccarmene, sono una droga....una dipendenza che forse si è incrinata un po', e che va ricostruita.
Una dipendenza positiva che pero' mi da passione, e mi fa illuminare gli occhi davanti al nuovo titolo che aspettavo da tempo...
Odio/amore forse ? Non credo....eccessivo parlare d'odio....io questo mondo lo amo....e forse il rammarico e' proprio non poterci dedicare il tempo che vorrei.


E per fortuna...che pure la mia attuale ragazza e' appassionata di VG !

E voi giocatori "maturi" ? Come vi rapportate ai "giochini elettronici" nel 2007 ?
Con i miei stessi problemi esistenziali ? O con la stessa spensiaratezza che avevate a 8 anni ?

[mode "mamma mamma ! Voglio fare l'astronauta!!!"=on]
PS: uno dei miei sogni sarebbe lavorare nel settore in qualsiasi ruolo tranne che programmatore, e magari aprire un museo del videogioco.
[mode "mamma mamma ! Voglio fare l'astronauta!!!"=off]
Mangus è offline  
Vecchio 25-07-2007, 15:10:26   #2
Zehar87
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Innanzitutto benvenuto anche da parte mia.

Pur avendo ben 10 anni meno di te (ma comunque quasi 15 anni di "attività" sulle spalle), devo dire di trovarmi in una situazione del tutto simile. Banalmente, credo che i motivi alla base di questo "disagio" videoludico siano, per me, 2: i vari impegni, sial "lavorativi" che sociali, che mi impediscono di dedicarmi alla mia passione con la stessa frequenza di quando ero più piccolo e, incredibile ma vero, il multipiattaforma.

Ebbene si, dopo anni in cui mi sono sbattutto a non escludere nessuno, perchè i videogiochi meritevoli escono indipendentemente dalla console di appartenenza, prendendo giochi per tutte (o quasi) le piattaforme ma perdendone altrettanti (causa poco tempo/denaro), sono arrivato alla conclusione che dedicarmi unicamente ad una console casalinga e ad una portatile mi permetterebbe di godere al meglio del Videogioco, con la dovuta calma e la dovuta cura, permettendomi di comprare non solo i must have, ma anche tutti quei titoli meritevoli (e meno conosciuti/apprezzati), che per i motivi prima citati sono costretto a lasciare sullo scaffale.

Per quanto riguarda la "magia", che dire... esserci c'è, anche se molto meno di qualche anno fa. Si cresce, dopotutto, e il bello sta nel trovare quei titoli in cui quella magia si disvela nuovamente, come quando avevamo 8 anni.

Ultima modifica di Zehar87; 25-07-2007 alle 15:19:59
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Vecchio 25-07-2007, 19:41:53   #3
maxlee
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*… pacca sulla spalla… cenno d’invito a sedersi… due passi per andare dall’altra parte della scrivania… seduto... si allenta la cravatta… fissa il suo interlocutore... gomiti sul tavolo… mani giunte… profondo respiro… sguardo fermo e carico di partecipazione…* “Signor Mangus… ho esaminato la sua situazione e… mi dispiace doverglielo dire, ma… ecco… per il suo caso non c’è cura! … So che non può “consolarla”… oh scus…i mi perdoni il termine… "confortarla"… però vorrei dirle che sono in tanti nella sua situazione, veramente tanti… spesso si riuniscono per darsi forza a vicenda… si scambiano opinioni fanno una statistica della quantità di materiale che son riusciti a mandar giù… parlano dei bei vecchi tempi… cercano di stimolare la formazione di “ludichina” per restar su il più a lungo possibile… ma ancora una volta ad essere onesti è una condizione temporanea… un sistema che può rallentare ma non invertire il processo in corso…” * in piedi, mano tesa…*si faccia forza e non dimentichi che ci sono grandi aziende farmaludiche che lavorano affinché le cose cambino… la speranza di ritrovare il gusto perduto è l’ultima a dover morire… e con almeno tre vite c’è di che sperare…”

Maldestro melodramma a parte siamo davvero in tanti nella tua situazione e per quanto ci si sforzi di capirla non si è ancora trovato un modo per farla regredire. Sarà che apparteniamo alla fascia dei primi "figli dei Videogiochi” che privi di qualsiasi altro precedente devono provare sulla propria pelle tutte le conseguenze negative, così come siamo stati i (relativamente) primi a provare quelle positive.

Una delle conseguenze più evidenti è che alle cariatidi videoludiche piace, e molto, parlare di videogioco quasi più che farlo. Partendo da questa facile constatazione, si può dedurre che con il crescere l’esigenza di condividere sia proporzionalmente aumentata.

I bot digitali non riescono più a tenerci compagnia, tanto quanto non riesce a farlo l’orsetto marrone puccioso che, spelacchiato e con un occhio pendente, ci osserva dalla scatola dei ricordi. Abbiamo visto i fili, sappiamo che ci sono e convincerci che quel dannato coso, anche se sempre più verosimile, parli proprio con noi risulta ormai troppo difficile. E allora ecco che parte la tristezza, la malinconia di aver scoperto un trucco, di essere giunti ad una situazione irreversibile.

Secondo questo ragionamento ciò che in qualche modo potrebbe salvarci è il gioco online (*occhi spalancati e tono disperato* DEVE SALVARCI!! ).

Per un periodo ho pensato che sarebbe stato così. Un anno e mezzo di gioie, di condivisione online, di piacere assoluto… fin quando… sbang! Risveglio!… già eccola in arrivo, l’ennesima maledetta consapevolezza.

Online ci sono persone che non "acquisti" con il prodotto, che ne fanno parte solo temporaneamente; esseri umani che da un giorno all’altro possono uscirne, e vengon fuori (eccome se vanno via) rendendo desolato il tuo splendido mondo digitale. Un po’ come se Sephiroth abbandonasse FFVII e arrivando alla fine restassi senza una mazza da fare o i vari membri del tuo team Selphy, Barrett lascessero un vuoto e il relativo buco nella "storia" e quindi nel suo proseguimento.

Che si fa allora torniamo all’offline totale dal Sephiroth puccioso? No, non del tutto, ho visto i fili…

L’unica soluzione è prenderci quel che di positivo arriva, anche se si tratta solo di una piccola parte del prodotto. Lo so è banale, ma davvero è così. Sto gioendo per quello sprazzo di luce che mi ha regalato Okamì; sento che non durerà, ma finché c’è e ci sarà, me lo godrò in attesa che magari trovino la cura definitiva. Un videogioco “adulto” “razionale” ugualmente fantastico, o comunque che dia l’illusione di esserlo.

Insomma come ho detto un’altra volta, aspettiamo che caccino fuori sto benedetto viagra videoludico. Se qualcuno l’avvista si faccia sentire; sono pronto a far da cavia e addiritura, prenderlo all’estero

Citazione:
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PS: uno dei miei sogni sarebbe lavorare nel settore in qualsiasi ruolo tranne che programmatore, e magari aprire un museo del videogioco.
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Spulcia Retroradar : nelle vecchie discussioni ci dovrebbe essere qualcosa che riguardava una mostra; magari la rifanno, magari è nella tua zona. Comunque trovi qualcosa di sicuramente interessante, almeno riguardo l'effetto nostalgia

.
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Ultima modifica di maxlee; 25-07-2007 alle 20:34:20
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Vecchio 26-07-2007, 01:38:10   #4
Mao-t
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Come nei post precedenti confermo anch'io che la tua situazione è comune, visti i pendieri dei due appassionati sopra e il mio.

Ricordo un fremito che mi prendeva appena sveglio e poco prima di uscire da scuola.
Un fremito che mi faceva pensare solo al mondo che in quel periodo mi catturava, un fremito che non mi faceva vedere l'ora di accendere la console o il pc.
Quel fremito ora è quasi totalmente sparito, e come capita a te non ho voglia.
Troppi pensieri, responsabilità aggiunte e il cervello va in tilt.
Ma sono sicuro che la passione rimane invariata, e prima o poi quel fremito tornerà..
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. un anno dopo..
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Vecchio 26-07-2007, 02:41:14   #5
Stefano Lucchi
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anch'io vivo una situazione simile alla vostra, ma io ho una freccia al mio arco: ho trovato il gioco che mi ha fatto di nuovo sbroccare. Con guitar hero ormai ho fracassato le palle a chiunque
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Vecchio 26-07-2007, 09:38:26   #6
Mangus
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Attenzione.

Nel mio caso il "fremito" c'e' ancora. Le console le accendo ancora volentieri.

E' DOPO averle accese, una volta iniziato a giocare, che "la forza" scema in me
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"Quando morirò, mi farò mettere nella bara a pancia sotto...cosi quelli a cui non piaccio potranno baciarmi il culo !!" cit. Red Forman

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Vecchio 26-07-2007, 09:57:33   #7
neosamus
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A me non capita, pur avendo cominciato a giocare oltre 20 anni fa. Al massimo, quando finisco un videogame mi prende una giornata di stanca, ma non appena ricomincio con un gioco nuovo la passione si riaccende. L'aumentare delle responsabilità non ha fatto scemare qualitativamente la mia passione, ma piuttosto quantitativamente: il tempo libero continua a diminuire, mentre la lista dei giochi a cui vorrei giocare o recuperare si allunga ogni giorno. Ma in fondo non è così male: se anche smettessero di produrre videogiochi da domani probabilmente avrei comunque di che divertirmi per anni a venire.
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Se esistesse un gioco di società sulla religione, sulla casella 2005 ci sarebbe scritto: "Ratzinger diventa Papa: torna indietro alla casella 1900".
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Vecchio 26-07-2007, 11:29:44   #8
ViewtifulMax
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Ancora una volta, benvenuto su questi lidi, Mangus.

Come han già detto in precedenza, siamo in molti in questa situazione.

Io stesso rigioco e rigioco migliaia di volte (e non scherzo, ieri notte ho ricomnciato Metroid Prime per la 200 volta) i giochi che mi hanno catturato, coinvolto dai ricordi del periodo o dalla bellezza del gameplay o che ne so.

Eppure, specia da quando ho più accesso alle informazioni, non riesco più a giocare così tanto, accendo giochillo dieci minuti e spengo (parlo della new gen di console).

Indiana Jones, Sam & Max, Monkey Island, Pitfall, Ghostbusters, Sim City (il primo), Zelda AlttP, Zelda OoT, mario bros 3... Tutti titoli che amo.
Avevano qualcosa che, onestamente, manca oggi a molti videogiochi.

Forse è il troppo Hype che creiamo attorno ad essi, forse davvero siamo cresciuti con troppa roba buona () ed ora non amiamo più i "fast food" del VG..

Non lo so, ma so che è una scintilla che è dentro di noi, a prescindere dall'età o da altro.
Finchè c'è, basta assecondarla, pensare a "cosa mi piace?" piuttosto che "cosa consiglia IGN?" potrebbe essere un inizio.

Spoiler:
l'ultima frase è autobiografica: mi sono fidato ed ho comprato Cooking mama per DS. Bello. Per essere tremendamente ripetitivo e impreciso


P.S. Mangus, io ambisco al character design, conosco un altro ragazzo che è un game designer (maxlee, stefano, mao...lo conoscete anche voi). Chiappa pure il mio contatto messenger per parlare un po' di questo:sisi"
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Vecchio 26-07-2007, 11:52:48   #9
neosamus
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Eppure, specia da quando ho più accesso alle informazioni, non riesco più a giocare così tanto, accendo giochillo dieci minuti e spengo (parlo della new gen di console).

Indiana Jones, Sam & Max, Monkey Island, Pitfall, Ghostbusters, Sim City (il primo), Zelda AlttP, Zelda OoT, mario bros 3... Tutti titoli che amo.
Avevano qualcosa che, onestamente, manca oggi a molti videogiochi.

Forse è il troppo Hype che creiamo attorno ad essi, forse davvero siamo cresciuti con troppa roba buona () ed ora non amiamo più i "fast food" del VG..
Secondo me, più che "troppa roba buona" ormai è "troppa roba". Chi, come noi, ha giocato per più di venti anni, fatica a stupirsi di qualcosa. Tutto sembra già visto e rivisto e trovare qualcosa di davvero innovativo è molto difficile. Questo può, almeno in parte, spegnere l'entusiasmo.
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Vecchio 26-07-2007, 12:25:28   #10
Mangus
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Secondo me, più che "troppa roba buona" ormai è "troppa roba". Chi, come noi, ha giocato per più di venti anni, fatica a stupirsi di qualcosa. Tutto sembra già visto e rivisto e trovare qualcosa di davvero innovativo è molto difficile. Questo può, almeno in parte, spegnere l'entusiasmo.
Ecco...questo e' un bello spunto.

Perche' di fatto non e' che oggi giorni non ci siano titoli validi, perche' ce ne sono eccome !
Questo concetto del "troppa roba", magari pure di qualita', ma che non aggiunge nulla di particolare ad esperienze passate.

Faccio un esempio banale: Genji e God of War....
A parte che sembrano fatti con lo stampino per quante cose in comune hanno. Sono entrambi due titoli veramente validi (gow indubbiamente di piu' per una moltitudine di motivi), divertenti, e belli da giocare. GoW lo sto giocando adesso (genji l'ho giocato appena uscito), bello...belli....bellissimi, ottimo design dei livelli, ottima grafica, un paio di idee originali nel gameplay ecc...pero' boh....alla fine anche se gow puo' essere considerato l'apice assoluto di questo genere....non e' altro che (semplificando molto) l'ennesimo picchiaduro a scorrimento.

Lo sto giocando....e mi piace....ma lo gioco passivamente. Nessuna emozione traspare dal mio viso mentre proseguo nei livelli (tranne qualche moccolo ben strutturato quando mi pianto da qualche parte ).


Siamo assuefatti, forse e' questo il punto.
Esattamente come magari un paramedico e' assuefatto a vedere corpi morti e in brutte condizioni....noi siamo asuefatti a videogiochi moderni...belli, bellissimi, ma che ci danno troppo spesso quella sensazione di "gia' visto...gia' vissuto".

Forse e' anche per questo che il wii sta riscuotendo cosi tanto successo tra i giocatori della nostra eta'. E non perche' ci piacciano solo i "giochini scemi", perche' quelli come me erano hardcore gamer quando molti di quelli che criticano il wii ancora ciucciavano il latte dalle tette della mamma.

Ci siamo evoluti, esattamente come voleva la nintendo.
Nintendo ha capito che molta gente sta "stagnando" nei videogiochi, e ha deciso che era ora di puntare su qualcosa che puo' veramente farti approcciare diversamente al videogioco, facendoti vivere emozioni diverse...o meglio....in MODO diverso, rendendo di conseguenza diversa l'intera esperienza.

Ecco forse perche' ad esempio TP mi ha appassionato molto, quando WindWaker non mi ha preso per niente (dopo OoT).

Ed ecco forse perche' ResidentEvil 4, su wii, mi appassionera' di nuovo come mi appassionarono i primi due episodi, mentre i successivi mi risultavano "stufosi".

E potrei continuare con molti altri esempi.
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Vecchio 26-07-2007, 13:35:30   #11
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Stefano Lucchi
anch'io vivo una situazione simile alla vostra, ma io ho una freccia al mio arco: ho trovato il gioco che mi ha fatto di nuovo sbroccare. Con guitar hero ormai ho fracassato le palle a chiunque


E se ricordi una delle cose che ti avevo chiesto è come mai, considerando questa tua grande passione per il suonare in digitale, non suonassi realmente. Mettendo questo fatto insieme a quanto avete detto, sono caduto nella questione classica del perché videogiochiamo; in effetti era inevitabile se si cercano i motivi dell’apatia.

Se i videogiochi soddisfacessero in qualche modo un desiderio latente, ossia un qualcosa che amiamo fare e che è solo proiettato nelle azioni che svolgiamo nei videogiochi, sarebbe comprensibile il perché a lungo andare questo modo incoscio di dare sfogo ad una certa passione, non sia più sufficiente. Alcuni generi sono ancora acerbi, ancora delle simulazioni di simulazioni ben lontane da un risultato che vedrebbe l’azione fittizia al pari di quella reale, così come la soddisfazione di compierla*.

Quindi il punto non sta tanto nell’aver giocato a troppe avventure, ma averlo fatto nel tentativo di appagare il desiderio d’avventura. Se volessi “essere un eroe”, per soddisfare questo desiderio le prime volte potrei accontentarmi di realizzarlo nel villaggio dei Puffi, poi nel mondo di Topolino e ancora nel Regno di Oz, ma poi? Insomma la stanca d’essere un eroe digitale non verrebbe dall’esserlo stato troppe volte, ma dal non esserlo mai stato davvero, almeno come noi lo intendevamo. Abbiamo mandato giù la barretta dietetica troppe volte e se ha funzionato per tot e per la fame di una certa età, arriva il momento in cui la soddisfazione di quel nuovo ed evoluto appetito ha bisogno di un altrettanto evoluto alimento.

Il problema è che il mondo dei videogiochi è maggiormente rivolto verso coloro che “iniziano” (con Nintendo in testa), che hanno bisogno delle prime barrette piuttosto che di un’ampia offerta; un ventaglio di prodotti per tutti i gusti, letteralmente. A voglia a dire “basta barrette ora è tempo di un pasto vero” se tutta l’industria gastroludica è tuttora concentrata nel “fast food” come ha ben definito View.

EDIT: *precisazione: in alcuni generi, come il suonare di Stefano o il guidare di un pilota munito di controller adeguato, si è arrivati al top; insomma come videogiochi
fungono, infatti difficilmente sentirai un appassionato di questi due generi lamentarsi della noia provocata dal "fare", ma è solo perché sono riproduzioni facilmente simulate in quanto si basano su un tipo di controllo identico all'originale. Simulare altre condizioni come il citato "essere un eroe" è ben diverso.
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Ultima modifica di maxlee; 26-07-2007 alle 13:48:20
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Vecchio 26-07-2007, 13:45:19   #12
ViewtifulMax
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E se ricordi una delle cose che ti avevo chiesto è come mai, considerando questa tua grande passione per il suonare in digitale, non suonassi realmente. Mettendo questo fatto insieme quanto avete detto, sono caduto nella questione classica del perché videogiochiamo; in effetti era inevitabile se si cercano i motivi dell’apatia.

Se i videogiochi soddisfacessero in qualche modo un desiderio latente, ossia un qualcosa che amiamo fare e che è solo proiettato nelle azioni che svolgiamo nei videogiochi, sarebbe comprensibile il perché a lungo andare questo modo incoscio di dare sfogo ad una certa passione, non sia più sufficiente. Alcuni generi sono ancora acerbi, ancora delle simulazioni di simulazioni ben lontane dal un risultato che vedrebbe l’azione fittizia al pari di quella reale, così come la soddisfazione di compierla.

Quindi il punto non sta tanto nell’aver giocato a troppe avventure, ma averlo fatto nel tentativo di appagare il desiderio d’avventura. Se vorrei “essere un eroe”, per soddisfare questo desiderio le prime volte potrei accontentarmi di realizzarlo nel villaggio dei Puffi, poi nel mondo di Topolino e ancora nel Regno di Oz, ma poi? Insomma la stanca d’essere un eroe digitale non verrebbe dall’esserlo stato troppe volte, ma dal non esserlo mai stato davvero, almeno come noi lo intendevamo. Abbiamo mandato giù la barretta dietetica troppe volte e se ha funzionato per tot e per la fame di una certa età, arriva il momento che la soddisfazione di quel nuovo evoluto appetito abbia bisogno di un altrettanto evoluto alimento.

Il problema è che il mondo dei videogiochi è maggiormente rivolto verso coloro che “iniziano” (con Nintendo in testa), che hanno bisogno delle prime barrette piuttosto che un’offerta ampia; per tutti i gusti, letteralmente. A voglia a dire “basta barrette ora è tempo di un pasto vero” se tutta l’industria gastroludica è tuttora concentrata nel “fast food” come ha ben definito View.
sapevo che il confronto gastronomico l'avresti apprezzato

Onestamente, parlando ieri sera con la mia mai troppo lodata (e politicamente attiva) ragazza è venuto fuori un discorso strano: giochi che parlano di politica non ce ne è.
Politica in senso obbiettivo, non propagandistico.

Un progetto del genere mi sveglierebbe e mi attirerebbe oltremodo.
Uno Schindler's List dei VG, per intenderci.

Ma anche un gioco con una storia d'amore vera, non un FFVIII per intenderci e neanche uno di quelli "conquista la ragazza e scopaci in tutte le mosse disponibili col mouse".

Un po' di sentimento, un po' di realtà, sarebero ben accette dall zio VMax, questo è tutto.

Saboteur è intrigante, ma non è ancora la cosa che cerco. Diciamo che è un ottimo inizio.
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Vecchio 26-07-2007, 14:04:45   #13
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Onestamente, parlando ieri sera con la mia mai troppo lodata (e politicamente attiva) ragazza è venuto fuori un discorso strano: giochi che parlano di politica non ce ne è.
Politica in senso obbiettivo, non propagandistico.

Un progetto del genere mi sveglierebbe e mi attirerebbe oltremodo.
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Ma anche un gioco con una storia d'amore vera, non un FFVIII per intenderci e neanche uno di quelli "conquista la ragazza e scopaci in tutte le mosse disponibili col mouse".

Un po' di sentimento, un po' di realtà, sarebero ben accette dall zio VMax, questo è tutto.

Saboteur è intrigante, ma non è ancora la cosa che cerco. Diciamo che è un ottimo inizio.
Ti quoto spaventato perché è come se ieri fossi stato a casa mia Ho acceso FFV, presentazione ecc ecc, omino su chocobo che va verso il luogo in cui è caduto un meteorite, incontra una ragazza che strappa letteralmente ai cattivoni; lei è svenuta, si risveglia, ringrazia e scappa via... Ora le premesse ci sono tutte; caspita, sei un uomi che si trova in una situazione che può avere mille sbocchi, eccoti sei lì e sei pronto. Se tutto l'ambaradan, magnifico eh, di allora ci poteva stare, oggi vorrei sbocchi diversi. Avrei voluto essere un ragazzo\uomo che arriva su un Pick-up, in una situazione che si svilupperebbe con il sistema dei serial moderni alla Lost, alla Jericho. Un personaggio realmente umano che opera in un contesto credibile. Un meteorite, isolamento del villaggio, il mistero, ma non un survival horror, il fascino della fantasia, ma non il mondo di Trilli.

La pensiamo allo stesso modo, ho voluto aggiungere un pezzo, ma in finale stiamo dicendo la stessa cosa

(e come potrebbe essere altrimenti dopo che sei entrato a pieno titolo nella spirale dei gastrovideometaforai ... se hai notato sto spingendo anche in direzione sanitaria, dopo che Zehar mi ha "installato" l'idea del benessere del videogiocatore )
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Vecchio 26-07-2007, 14:07:54   #14
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Onestamente, parlando ieri sera con la mia mai troppo lodata (e politicamente attiva) ragazza è venuto fuori un discorso strano: giochi che parlano di politica non ce ne è.
Politica in senso obbiettivo, non propagandistico.

Un progetto del genere mi sveglierebbe e mi attirerebbe oltremodo.
Uno Schindler's List dei VG, per intenderci.

Ma anche un gioco con una storia d'amore vera, non un FFVIII per intenderci e neanche uno di quelli "conquista la ragazza e scopaci in tutte le mosse disponibili col mouse".

Un po' di sentimento, un po' di realtà, sarebero ben accette dall zio VMax, questo è tutto.

Saboteur è intrigante, ma non è ancora la cosa che cerco. Diciamo che è un ottimo inizio.
Interessanti tutte e due le idee... ma dimmi, cos'è Saboteur?

Tornando IT, anche io ho fatto la stessa fine di Mangus, già da tempo, nonostante giochi da *soli* 16 anni su 18. Certamente internet ci ha fatto male, frequentare GR e molti siti di VG mi hanno disilluso un pò, sapere cosa c'è dietro, cioè tutto il processo di creazione del VG mi ha tolto un pò di quella strana magia... Inoltre il mio sogno i far parte in qualunque veste di uno studio di VG è andato a farsi benedire in gran parte.

Quindi videomangiare mi piace poco, sto diventando anoressico.

Ah, a me Okami non è piaciuto molto. Possibile che sia l'unico?
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ricky89 è offline  
Vecchio 26-07-2007, 14:28:01   #15
the imperator
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ma dai raga...c'è mio zio ke a 45 anni si diletta ancora con i videogiochi quando ha tempo...cmq credo ke tra 30anni ci saranno MOLTISSIMI 40enni e 50enni come me (io ne ho 16) a giocare ai games...non trovate?
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