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Da un lato è giusto denunciare gli italiani come popolo sempre poco incline al rispetto delle regole (alla fine è quasi tutto riconducibile a quello), però mi hanno sempre dato un pò di perplessità quei paesi (soprattutto nordici) dove invece le regole le si 'rispetta troppo'.
Effettivamente è un discorso un pò romantico, tuttavia è vero che non si cresce tanto con le regole, quanto con le responsabilità, quindi forse ora come ora gli italiani sono più 'adulti' di altri, più indipendenti, ma è vero anche che per questa indipendenza ne risente tutta la società.
Ecco bene o male la mia idea è che in altri paesi è probabile che la società (relativamente) funzioni, a discapito però dell' individuo, mentre in italia è il contrario.
E, romanticamente ripeto, questa ribellione non suona male...ma poi se vedi cosa genera è meglio essere realisti.
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''...dal vostro punto di vista io sono la persona che tiene in contatto i due mondi. Il mondo delle parole e il mondo senza parole. Il vostro mondo è finito. Il nostro mondo è infinito. Le vostre parole sono una lama che ha come particolare attributo quello di tagliare via ogni possibilità. Uno strumento che ritaglia il mondo a seconda di come meglio vi convenga. Noi invece guardiamo il mondo così com'è; noi, pur conoscendo le parole, riusciamo a lasciarle da parte.
Le streghe sono sempre collegate all'infinito.''
''Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà'' H.Marcuse
''Avremo ottenuto molto per la scienza estetica quando saremo giunti [...] all'immediata sicurezza [...] che lo sviluppo dell'arte è legato alla duplicità dell'apollineo e del dionisiaco...''
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