UNA NAZIONE NEL MIO GIARDINO: GUIDA ALLA SCOPERTA DELLE MICRONATIONS.
Che cosa fa di uno stato uno stato? È uno di quei temi sui quali i costituzionalisti e gli storici si arrovellano da secoli e non sarò certo io a svelare l’arcano. Diciamo che la costituzione americana parte con We, the people...”, cioè “Noi, la gente...”. Quindi alla luce di questo precedente, se gli abitanti di un posto vogliono fare il loro staterello, almeno in teoria. “I the person”, potrebbero dire. Certo, nominare un governo, votare e amministrare il fisco, in uno o due è un po’ dura. Però l’idea della micronazione è talmente fascinosa...
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Stanchi del turismo di massa? Datevi a quello microscopico!
La nota casa editrice Lonely Planet ha da poco pubblicato un nuovo impedibile volume (in lingua inglese, ma distribuito anche nel nostro paese) dal titolo di “Micro Nations”, ossia la prima guida al mondo per le nazioni fai-da-te.
Si tratta di isolette, piccoli appezzamenti di terreno o persino appartamenti privati che vengono dichiarati “nazioni indipendenti” dai loro occupanti. Ovviamente questi presunti stati non hanno alcun riconoscimento giuridico, tuttavia ciò non impedisce ai loro fondatori di creare bandiere, stampare francobolli, coniare monete e vidimare passaporti, allo stesso modo di una nazione reale.
Il fenomeno ha radici storiche che risalgono all’inizio del diciannovesimo secolo. Le micronazioni si differenziano da altre entità come residenze private o comunità religiose perché, a differenza di queste, pretendono di essere riconosciute come entità geopolitiche autonome. Il che è spesso assurdo, poiché gli abitanti di tali nazioni si riducono a una o due unità.
La guida della Lonely Planet ci aiuta a scoprire alcune delle più bizzarre di queste realtà.
Fra queste va citato il Principato di Sealand, forse la più famosa delle micronazioni, fondato su una piattaforma in mezzo al Mar del Nord, fra il Regno Unito e il Belgio. Il suo fondatore Paddy Roy Bates, oggi noto come Principe Roy, è noto per essere poco ospitale. Sealand è raggiungibile solo in elicottero, ma i visitatori non annunciati potrebbero subire un attacco a fuoco.
Celebre è anche la nazione di Christiania, che in realtà è un quartiere di circa tre chilometri quadrati all’interno di Copenhagen, in Danimarca. Fondata nel 1971, con l’occupazione di un accampamento militare in disuso, questa entità è nota per la sua tolleranza nei confronti delle droghe leggere, vendute liberamente in una strada dall’appropriato nome di Pusher Street.
In Australia, dal 2004 esiste il Regno Gay & Lesbico della Barriera Corallina, un’isola fondata dal carismatico Imperatore Dale I. Una splendida località turistica dalle spiagge incontaminate e con possibilità di campeggio gratuito. Anche se per il futuro si possono prevedere problemi di ripopolamento, data la natura dei suoi abitanti.
Assai interessante la Repubblica di Molossia, in Nevada. Questa nazione ha un proprio sistema di datazione, che conta come anno primo il 1977, quello della sua fondazione. Molossia ha un proprio sport nazionale, il “Broomball” ossia una sorta di hockey giocato con una palla e delle scope, e persino un suo programma di esplorazioni spaziali, grazie all’acquisto di un telescopio astronomico, avvenuto nell’anno 26° (il 2003, secondo la nostra datazione).
Che dire poi dell’Impero Copeman? Fra tutti è quello che può maggiormente fregiarsi del prefisso “micro”, dal momento che si tratta di un caravan alloggiato presso la città costiera di Sheringham, in Inghilterra. L’impero consta di due soli abitanti: Re Henry Michael Nicholas e il Reverendo Baby Face, Arcivescovo di Fantaberry (all’anagrafe Nick Copeman e John Painter). I visitatori della nazione hanno persino la possibilità di sedersi sul trono reale al prezzo di una sola sterlina.
Megalomani o provocatori, buffoni o geniali, dobbiamo ammettere che molti di questi autoproclamati re ci stanno più simpatici dei reali… reali!
ho trovato questo girando per internet cosa ne pensate?
potremo fondare anche noi una nazione
eccovi sealand, e il suo principe
http://it.youtube.com/watch?v=ZDgg9WjkUdM