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Vecchio 3-09-2007, 03:11:16   #1
Ethrandir
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Il castello senza fondamente dev'essere distrutto. [Società inside]

(Ebbene sì. Il mio primo Topic su Gamesradar, inaugurato proprio scrivendo il 1000° post.)

"Eh? Che diavolo vuol dire?!" è stato sicuramente il vostro pensiero leggendo il titolo del Thread. E a ragione, dico io, sto per raccontarvi di un sogno che ho fatto in semi coscienza, una notte.
Tempo fa ho riflettuto se postarlo su Dailyrando o qui dentro. Beh, direi che, sebbene lo stile lascerebbe supporre il contrario, la tematica della mia "visione" è più adatta a questa sezione.

Premetto che sarà un post lungo, e magari (spero di no) tedioso, soprattutto vedendo l'introduzione, che non mi decido a terminare, forse per paura forse per posticipare la scrittura di... beh, lo vedrete.
Comincio a ringraziare quelli che non hanno cliccato "indietro" leggendo "sarà un post lungo".
Ma vi prego, leggete tutto, fino in fondo.

Neanche io sono d'accordo con quello che ho scritto, ma tant'è...

(Non state a criticare in modi del tipo: "sei pazzo! ma è impossibile! come hai tratto queste conclusioni?".)
Era un sogno. O quasi.

[metto in spoiler per facilitare la leggibilità della pagina]

Spoiler:
Stavo ancora riflettendo su un Topic iniziato da Enixa (eh, sì), quando mi apparse un'immagine nel buio della notte. Un castello. Un castello senza fondamenta. Non era per aria, semplicemente sotto c'era il vuoto, il bianco, l'infinito.
Perchè stai in piedi allora? Mi son chiesto; e subito è arrivata la risposta: perchè ogni singolo mattone di cui è composto il castello non vuole crollare, anche se lo sa solo inconsciamente. E di nuovo una voce: quel castello non è altro che la nostra società. E' composta di regole etiche, morali, civili, di cui non sappiamo l'origine, ma crediamo fermamente in esse semplicemente perchè così è sempre stato, perchè così ci è stato insegnato, sin dalla nostra prima ora di vita. E i mattoni che tengono in piedi il castello solo per loro volontà siamo noi. Ma oltre a noi c'è l'infinito, oltre alle regole di etica, etc... c'è il bianco, c'è la nostra vera essenza, non di uomini, non di animali, non di esseri viventi, ma di essenze appartenenti alla nostra dimensione. Quella non influenzata dal mondo che noi abbiamo creato, che noi vogliamo tenere in piedi. Peccato che così facendo non vediamo cosa c'è oltre. Per farvi un esempio pratico, tutti noi pensiamo che uccidere un uomo sia una cosa terribile, spaventosamente orrida, immorale. Ma perchè? Perchè noi siamo vissuti in un mondo che ci ha insegnato questa morale, ci ha insegnato a rispettare il nostro prossimo, e ad aver pietà di lui. Perchè quello che può succedere al nostro prossimo può succedere anche a noi. Ma se questa morale non fosse mai esistita? Se venisse dimenticata (e non escludo che sia già stato fatto, vedendo ciò che accade nel mondo) cosa succederebbe?
Incitamento alle barbarie? No, assolutamente. La civiltà che noi conosciamo, così come l'inciviltà fanno sempre parte del castello, quello che ci impedisce di vedere oltre. Per questo vanno dimenticate.
"Ma come facciamo a distruggere il castello, anche volessimo farlo?"
Ci son due risposte. Entrambe continuano ad essere parte del sogno.
[Chiudo qui il primo spoiler erchè penso di aver scritto davvero tanto.]

Sono stato abbastanza chiaro? Non pretendo che abbiate capito tutto quello che ho scritto, sarebbe impossibile, ma almeno l'essenza spero sia evidente a tutti.
Comunque, qui l'altra parte della "visione".
Spoiler:
Quello che sto per scrivere potrà sembrare estremamente crudele e impossibile, ma era un sogno.
Facciamo (oddio, è teoria, ben lungi dalla pratica per fortuna) nascere un bambino, un bambino qualunque nel buio più totale, di modo che non possa vedere Niente, e che non si renda quasi conto di essere nato, e poi mettiamolo in una stanza totalmente bianca, in cui non si può distinguere assolutamente nulla. Il neonato non dovrà aver avvertito alcunchè, deve credere di essere nato nel bianco. Viene alimentato da alcuni speciali gas, che gli permettono di nutrirsi a sazietà, ma senza che lui se ne accorga. Crescerà senza sapere di essere vivo. Poichè non vedrà niente se non se stesso, non saprà di crescere, di mangiare, di dormire. Quali potrebbero essere i pensieri di una persona nata e cresciuta lontana dal mondo, attenti, non dalla civiltà, ma dal mondo vero e proprio?
Se fosse nato in una Jungla sarebbe vissuto come un animale, ma avrebbe avuto i pensieri di un animale. Egli non penserebbe a sopravvivere, perchè non ne ha bisogno, non penserebbe a niente. Quest'uomo, che per semplicità chiamerò Essere Perfetto, non perchè sia perfetto, ma perchè è perfettamente ignaro di Tutto, egli avrebbe la chiave per far cadere il castello, perchè mai ne ha avuto parte, essendo vissuto nel bianco che circonda la società. (spero abbiate colto il pensiero) Unico problema, se noi entrassimo in contatto con lui, cercando di carpirne il segreto per distruggere il castello, esso si disintegrerà, perchè non sarà più nel suo stato di incoscienza teoricamente perpetuo. Quindi la prima risposta alla domanda fatta molte righe sopra si scarterebbe automaticamente, perchè noi, influenzando l'Essere Perfetto, gl faremmo perdere il segreto.
E allora è impossibile far crollare il castello (la società)?
No, perchè sei i mattoni (noi) capissero di tenerlo in piedi solo perchè lo vogliono e cercassero dentro di sé L'Essere Perfetto e il segreto per farlo cadere, il castello crollerebbe, così come era stato creato.

Ecco, scusate, ragazzi, mi accorgo che in certi punti non sono stato chiaro, non rileggo neanche, ma neanche io ho ben capito quello che ho scritto, sarà l'ora tarda, sarà che era solo un sogno. Sarà che non ero io a scrivere, ma l'Essere Perfetto ().

Devo dire che è più somigliante ad una storia vera e propria che ad una discussione su un forum, ergo, fatene ciò che volete. (mi rivolgo ad utenti e mod)
Ringrazio ancora i temerari che si sono avventurati sino all'ultimo carattere che ho scritto.

Ah, dimenticavo, lo scopo del Topic è farvi riflettere su quello che ho scritto, e magari dare la vostra opinione.

P.s. Domani aggiusto un po' tutto, non vi preoccupate, ora sono troppo stanco.
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Vecchio 3-09-2007, 21:15:45   #2
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(Facciamo (oddio, è teoria, ben lungi dalla pratica per fortuna) nascere un bambino, un bambino qualunque nel buio più totale, di modo che non possa vedere Niente, e che non si renda quasi conto di essere nato, e poi mettiamolo in una stanza totalmente bianca, in cui non si può distinguere assolutamente nulla. Il neonato non dovrà aver avvertito alcunchè, deve credere di essere nato nel bianco. Viene alimentato da alcuni speciali gas, che gli permettono di nutrirsi a sazietà, ma senza che lui se ne accorga. Crescerà senza sapere di essere vivo. Poichè non vedrà niente se non se stesso, non saprà di crescere, di mangiare, di dormire. Quali potrebbero essere i pensieri di una persona nata e cresciuta lontana dal mondo, attenti, non dalla civiltà, ma dal mondo vero e proprio?
Se fosse nato in una Jungla sarebbe vissuto come un animale, ma avrebbe avuto i pensieri di un animale. Egli non penserebbe a sopravvivere, perchè non ne ha bisogno, non penserebbe a niente. Quest'uomo, che per semplicità chiamerò Essere Perfetto, non perchè sia perfetto, ma perchè è perfettamente ignaro di Tutto, egli avrebbe la chiave per far cadere il castello, perchè mai ne ha avuto parte, essendo vissuto nel bianco che circonda la società. (spero abbiate colto il pensiero) Unico problema, se noi entrassimo in contatto con lui, cercando di carpirne il segreto per distruggere il castello, esso si disintegrerà, perchè non sarà più nel suo stato di incoscienza teoricamente perpetuo. Quindi la prima risposta alla domanda fatta molte righe sopra si scarterebbe automaticamente, perchè noi, influenzando l'Essere Perfetto, gl faremmo perdere il segreto.
E allora è impossibile far crollare il castello (la società)?

Se leggi "Brave New World" di Huxley, troverai un concetto perfettamente analogo a quello del tuo castello e del tuo essere perfetto.

Piuttosto, abbiamo davvero il dovere di distruggere il castello?
Sarà la mia natura di individualista, ma io preferisco perseguire la strada dell'eremita, fregandomene della società e della dimensione comunitaria/sociale del concetto di prossimo. Cioè esattamente ciò che fa il protagonista di "Brave new world", il tuo caro Essere Perfetto.
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"I slept with faith and found a corpse in my arms on awakening; I drank and danced all night with doubt and found her a virgin in the morning."
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Vecchio 3-09-2007, 21:33:47   #3
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Se leggi "Brave New World" di Huxley, troverai un concetto perfettamente analogo a quello del tuo castello e del tuo essere perfetto.

Piuttosto, abbiamo davvero il dovere di distruggere il castello?
Sarà la mia natura di individualista, ma io preferisco perseguire la strada dell'eremita, fregandomene della società e della dimensione comunitaria/sociale del concetto di prossimo. Cioè esattamente ciò che fa il protagonista di "Brave new world", il tuo caro Essere Perfetto.
No, non ne abbiamo il dovere. Diciamo che, seguendo il filo logico del topic, la Verità (Sì, quella con la "V" maiuscola) si trova esattamente dietro di esso. E se noi vogliamo trovarla dobbiamo cercare di distruggere il "nostro" castello.
Il topico riguarda la società solo limitatamente, infatti il castello potrebbe rappresentare la società come qualunque altro dogma esistente, oppure anche i nostri stessi pensieri. Diciamo che il concetto di Società a cui io mi riferivo è molto più ampio di quel che sembra.
Quindi, quel che tu dici, cioè di voler fregarsene della società (intesa limitatamente alla "civiltà" mi sembra di aver capito) è proprio la strada per arrivare a quello che dico.

Ecco, magari ora ho cambiato qualcosa rispetto a quello che ho detto nel 1° post, ma mi sono chiarite le idee.

P.s. Leggerò sicuramente questo "Brave New World".
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Vecchio 3-09-2007, 21:40:05   #4
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Comunque, mi si potrà tacciare di essere un Nietszchano spinto, ma sono convinto che, per volontà di qualcuno o meno, la società sia davvero esclusivamente o quasi una camicia di forza, un efficace metodo di controllo delle masse. Matrix, insomma. In questo senso, assumere metri di giudizio puramente e assolutamente personali è prerogativa assoluta.

La domanda seguente però è: quanto effettivamente quei metri di giudizio siano personali e non vincolati/drammaticamente influenzati da cultura, educazione, insegnamenti, cioè dalla società.


Comunque davvero, ripeto: se davvero non hai letto Huxley, leggiti l'opera che ti ho consigliato che è assolutamente analoga al tuo sogno.
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Vecchio 4-09-2007, 00:38:21   #5
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DooMTroopeR_3
Comunque, mi si potrà tacciare di essere un Nietszchano spinto, ma sono convinto che, per volontà di qualcuno o meno, la società sia davvero esclusivamente o quasi una camicia di forza, un efficace metodo di controllo delle masse. Matrix, insomma. In questo senso, assumere metri di giudizio puramente e assolutamente personali è prerogativa assoluta.

La domanda seguente però è: quanto effettivamente quei metri di giudizio siano personali e non vincolati/drammaticamente influenzati da cultura, educazione, insegnamenti, cioè dalla società.
Questo è difficile da dire. Sicuramente varia da persona a persona. Si potrebbe venire influenzati dalla società in tanti modi, si può cercare di portarne avanti le idee, oppure si può cercare di combatterle.
Ma per metro di giudizio intendi la morale? Il pensiero analitico?
O semplicemente il giudizio delle cose che ci circondano?


Citazione:
Comunque davvero, ripeto: se davvero non hai letto Huxley, leggiti l'opera che ti ho consigliato che è assolutamente analoga al tuo sogno.
Pensa che il mio non era proprio un sogno. Era in dormiveglia, ma ero sveglio, vigile.
E cosa più strana è che tutto quello che mi veniva in mente sapevo essere la verità (ovviamente per verità intendo quella inerente al pensiero stesso, cioè pensavo e sapevo di pensare esattamente le cose giuste, è un po' difficile da spiegare), un po' quando viene un'ispirazione, e anche se non lo sai tutto quello che ti viene in mente è congruente al resto.
E cosa ancor più strana è che Mr. Huxley abbia scritto la stessa cosa. Probabilmente la musa che lo ha ispirato è passata da me quella sera.
La prima cosa che farò quando tornerò a casa dalle vacanze sarà comprare quel libro.
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Vecchio 4-09-2007, 00:52:20   #6
Zell '87
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la mia conclusione è che fai uso di stupefacenti
no,seriamente,è una teoria interessante,profonda,ma non credo che tutti i mattoni rimangano fermi a reggere il nostro castello.Molti mattoni dell'etica e della morale se ne fregano altamente e un castello senza fondamenta con dei buchi (anche ampi) nelle mura dovrebbe crollare su se stesso.Ma non è così.
poi non so se ho afferrato il tuo post dato che anch'io sono abbastanza stanco
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Vecchio 4-09-2007, 00:57:40   #7
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la mia conclusione è che fai uso di stupefacenti
no,seriamente,è una teoria interessante,profonda,ma non credo che tutti i mattoni rimangano fermi a reggere il nostro castello.Molti mattoni dell'etica e della morale se ne fregano altamente e un castello senza fondamenta con dei buchi (anche ampi) nelle mura dovrebbe crollare su se stesso.Ma non è così.
poi non so se ho afferrato il tuo post dato che anch'io sono abbastanza stanco
Stupefacenti? No.
Me lo son chiesto pure io mentre mi veniva in mente, eppure non avrò che bevuto un bicchiere di vino.
"Bisogna essere totalmente lucidi oppure dei pazzi per scrivere quello che ho scritto. Io sono l'uno e l'altro" Credo di aver modificato la citazione di qualcuno... boh? Probabile anche che me la sia inventata
Comunque, attento hai capito quasi completamente quello che volevo dire, perchè c'è una cosa che ti sfugge (probabilmente, anzi, sicuramente per colpa mia che mi son spiegato male). Io non volevo accostare alla figura del castello soltanto la morale, bensì un insieme di principi, pensieri, dogmi che fanno parte della nostra vita. Per esempio l'uccidere un proprio simile, ma potevo fare anche l'esempio del "salutarsi". Cioè qualsiasi cosa noi facciamo è stata comunque influenzata da quello che ci è stato insegnato, da quello che abbiamo appreso crescendo, e tutto ciò è il castello.
Per questo secondo me non ci sono molti mattoni che hanno già deciso di crollare.
Spero di essermi spiegato abbastanza chiaramente.
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Vecchio 4-09-2007, 01:08:38   #8
Zell '87
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Stupefacenti? No.
Me lo son chiesto pure io mentre mi veniva in mente, eppure non avrò che bevuto un bicchiere di vino.
"Bisogna essere totalmente lucidi oppure dei pazzi per scrivere quello che ho scritto. Io sono l'uno e l'altro" Credo di aver modificato la citazione di qualcuno... boh? Probabile anche che me la sia inventata
Comunque, attento hai capito quasi completamente quello che volevo dire, perchè c'è una cosa che ti sfugge (probabilmente, anzi, sicuramente per colpa mia che mi son spiegato male). Io non volevo accostare alla figura del castello soltanto la morale, bensì un insieme di principi, pensieri, dogmi che fanno parte della nostra vita. Per esempio l'uccidere un proprio simile, ma potevo fare anche l'esempio del "salutarsi". Cioè qualsiasi cosa noi facciamo è stata comunque influenzata da quello che ci è stato insegnato, da quello che abbiamo appreso crescendo, e tutto ciò è il castello.
Per questo secondo me non ci sono molti mattoni che hanno già deciso di crollare.
Spero di essermi spiegato abbastanza chiaramente.
afferrato
ma penso sempre che non sempre questa teoria sia vera.Un'esempio è il classico figlio di una famiglia rigida che si ribella a tutto quello che gli hanno sempre insegnato e vive a modo suo.In quel caso il castello non crolla?
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Vecchio 4-09-2007, 01:18:10   #9
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Un Matto e' un essere perfetto ?

Tornando al bambino chiuso in una stanza.Se ragionando per assurdo questo accadesse , penso che l'evoluzione del nostro essere avvenga grazie a stimoli esterni.L'interno muta grazie all'esterno. Un Uomo in quelle condizioni non sarebbe coscente nemmeno di se stesso credo.

Piu' in generale sicuramente il nostro essere e' influenzato e plasmato dalla societa' che lo circonda.Ma Credo ci sia anche una componente indipendente dalla societa' che caratterizza ognuno di noi.Magari inespressa, ma c'e'.
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-°Mentre I Morti Seguono La Corrente, I Vivi Ci Nuotano Contro°-
  • Non crediate che Io sia venuto a portare la Pace,Non sono venuto a portare la pace ma la Spada,Io sono colui che separera' il padre dal figlio,La madre dalla figlia,la Suocera dalla Nuora e i nemici dell'uomo saranno i suoi familiari"
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Vecchio 4-09-2007, 01:24:24   #10
Ethrandir
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Zell '87
afferrato
ma penso sempre che non sempre questa teoria sia vera.Un'esempio è il classico figlio di una famiglia rigida che si ribella a tutto quello che gli hanno sempre insegnato e vive a modo suo.In quel caso il castello non crolla?
Aspetta... Ho fatto l'esempio del caso in cui il castello può crollare, L'Essere Perfetto (che nome del cazzo, ma non mi veniva in mente niente di meglio, magari il signor Huxley ha trovato un nome migliore ).
Ma per farlo crollare non deve avere alcun contatto con la nostra Società, con il nostro mondo, ma proprio tutto il nostro mondo.

Il ragazzo che scappa potrà far crollare il castello relativo alla sua schiavitù casalinga, a quello dei principi dell'alta società (tu mi parli del Barone Rampante?) ma per far crollare quello che dico io, beh, serve molto di più.

Probabilmente non fatti, ma solo pensieri. Bisogna capire come si era prima, prima del mondo, prima di tutto (e un sano eremitismo, come predicato da Doom Trooper non può che far bene).
Probabilmente è impossibile.
Probabilmente.

Ah, probabilmente l'ho già detto, ma mi sento di riaffermare che non ritengo mie tutte le considerazioni che sto facendo.
Cioè se mi si chiedesse "passare la vita in eremia a cercare di far crollare il castello" o "fare una vita normale", sceglierei la seconda.
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Vecchio 4-09-2007, 01:30:29   #11
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Un Matto e' un essere perfetto ?

Tornando al bambino chiuso in una stanza.Se ragionando per assurdo questo accadesse , penso che l'evoluzione del nostro essere avvenga grazie a stimoli esterni.L'interno muta grazie all'esterno. Un Uomo in quelle condizioni non sarebbe coscente nemmeno di se stesso credo.


Un matto? No, almeno che non abbia ricevuto influenze dal resto del mondo, ma questo mi pare poco probabile.

(Tornando al bambino) Ok, non sarebbe cosciente di niente, né di vivere, forse neanche di pensare. Ma avrebbe la chiave, o meglio, deterrebbe la tanto agognata Verità. Saprebbe cosa c'è intorno al castello, dietro di esso. (Imho, eh)

Citazione:
Piu' in generale sicuramente il nostro essere e' influenzato e plasmato dalla societa' che lo circonda.Ma Credo ci sia anche una componente indipendente dalla societa' che caratterizza ognuno di noi.Magari inespressa, ma c'e'.

Quoto. E forse quella piccola parte che ci caratterizza in modo indipendente è proprio l'essere perfetto. Forse.
Bisognerebbe rifletterci parecchio.
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Vecchio 4-09-2007, 02:50:00   #12
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Cioè se mi si chiedesse "passare la vita in eremia a cercare di far crollare il castello" o "fare una vita normale", sceglierei la seconda.
come quasi tutti del resto
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Vecchio 4-09-2007, 06:19:20   #13
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(Tornando al bambino) Ok, non sarebbe cosciente di niente, né di vivere, forse neanche di pensare. Ma avrebbe la chiave, o meglio, deterrebbe la tanto agognata Verità. Saprebbe cosa c'è intorno al castello, dietro di esso. (Imho, eh)

L'uomo, o qualunque altro essere, è fatto per vivere in relazione a ciò che lo circonda. E l'etica o la morale o i vari princìpi non sono altro che modi per regolare l'esistenza, ed è qualcosa di insito in ognuno.
Un essere circondato dal Nulla sarebbe il Nulla.
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E' inutile che continui a fissarmi.
Io sono molto più sfuggevole.
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Vecchio 4-09-2007, 21:39:21   #14
Ethrandir
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L'uomo, o qualunque altro essere, è fatto per vivere in relazione a ciò che lo circonda.
Non sono d'accordo. L'uomo è un animale e come tale può tranquillamente vivere isolato da tutto e da tutti.
Necessita di due cose sole:
-Cibarsi;
-Dormire.
Tutto il resto è superfluo, relativamente al sopravvivere. (Lungi da me pensare che il resto sia inutile, eh)
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E l'etica o la morale o i vari princìpi non sono altro che modi per regolare l'esistenza, ed è qualcosa di insito in ognuno.
Insito in ognuno, ma è stato imparato, non nasce autonomamente.
Citazione:
Un essere circondato dal Nulla sarebbe il Nulla.
Sì, ma prendi il mio Nulla in modo retorico, il Nulla è quello che c'è dietro tutto, quindi quell'uomo sarebbe ciò che c'è dietro le quinte del mondo.
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Vecchio 4-09-2007, 22:20:32   #15
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Tu stai parlando di un neonato.
Un essere umano in quelle condizioni sarebbe esattamente come un neonato.

Il cervello crescerebbe ma i collegamenti che può fare sono limitati o nulli e quindi penserebbe quello che pensa un neonato.
Che pensa un neonato?
Bho?
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